Primavera: anno nuovo, sfide più ardue. Il Toro tra equilibrio e ambizioni

di Francesco Vittonetto - 9 Gennaio 2019

Il punto sul Torino Primavera: “Ora sarà tutto più difficile”, il pensiero di Coppitelli. Ma tra campionato e Coppa Italia i granata possono giocarsela

Millico, De Angelis, Rauti e Djoulou. La Primavera del Torino riparte da qui, dalle quattro ovazioni del Filadelfia. Quello contro l’Inter del 22 dicembre scorso è stato il saluto migliore a un 2018 di soddisfazioni e successi – su tutti la Coppa Italia della passata stagione. Tre punti pesanti, che per un attimo avevano proiettato i granata a pari punti con l’Atalanta capolista: poi i bergamaschi, qualche ora dopo, avrebbero superato all’ultimo respiro il Sassuolo scappando nuovamente a +3. Ma poco importa, perché la classifica sorride comunque: secondo posto a 29 punti, quattro lunghezze di vantaggio sul terzo, ma soprattutto una striscia di imbattibilità che dura da otto partite. E, si badi bene, sette di queste si sono concluse con un successo.

Coppitelli, dopo Torino-Inter Primavera diceva: “Sarà tutto più difficile”

Ma ora viene il difficile, rifletteva Coppitelli nel post Torino-Inter. “Più tu fai bene, più gli altri si impegnano”, il pensiero del tecnico. E così, in questo 2019 si farà tutto più complesso. Ma anche più esaltante, perché gli avversari “ora ci rispettano” – proseguiva il mister laziale – “basti vedere l’Atalanta: l’anno scorso sono venuti qui e hanno giocato con la suola, ora ci hanno affrontato da pari grado”. Ostacoli e sfide in ascesa, ma pure obiettivi più ambiziosi. Con un dogma ben preciso: fare sempre meglio senza tralasciare l’equilibrio. D’altronde, “Se giochiamo in un certo modo possiamo battere chiunque”.

Torino Primavera, la forza è nel gruppo: Millico e Rauti le armi in più

La squadra prima dei singoli, capito questo il campionato del Torino Primavera è cambiato radicalmente. La svolta sul campo del Milan, non a caso l’ultima sconfitta dei granata: lì è scattato qualcosa, è cresciuta la consapevolezza che sì, forse in qualità qualcosa il Toro lascia alle avversarie, ma con lo spirito di un gruppo saldo tutto si può rimettere in discussione.

E questo senza perdere fiducia nella forza delle punte di diamante: Millico in primis – capocannoniere del campionato con 19 reti -, poi Rauti, De Angelis e Kone. Loro l’arma in più, il collettivo la base da cui inevitabilmente partire per centrare l’obiettivo play-off nelle diciassette gare che ancora restano da giocare. E in più ci sono il Torneo di Viareggio – dall’11 al 27 marzo, sorteggi il 12 febbraio – e quella Coppa Italia da difendere: il 23 gennaio di fronte ci sarà il Verona (Primavera 2) al Filadelfia, per i quarti di finale. Una di quelle gare da non sottovalutare. Perché nel 2019 sarà tutto più difficile. Ma anche più entusiasmante.

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Altro fiore all’occhiello del Toro. Altro parametro per dire che non tutto fa schifo, non tutto va male, non tutto tende al marrone. Io vedo cose per cui essere fiducioso, e vedo problemi da risolvere.

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