Il tecnico ha parlato dell’obiettivo, quello di avere stabilità e identità: il pari a Cagliari non fa decollare il Toro

Non c’è stata la veemenza vista con l’Empoli nella prima mezz’ora né si sono viste le trame di gioco che avevano lasciato soddisfatto Juric a Roma, nonostante il ko. Quello di Cagliari è un punto da prendere e portare a casa senza essere nemmeno troppo rammaricati, non più del post Lazio, per citare una partita che il Toro avrebbe dovuto vincere senza se e senza ma. Certo, quella di ieri resta un’occasione persa. Stanchezza o mancanza di lucidità per le gare ravvicinate, assenze che pesano e hanno portato ancora una volta l’allenatore a scelte obbligate. Il momento di appannamento dei trequartisti (ad eccezione di Pjaca, l’unico tra i tre a salvarsi ieri), l’assenza di Pobega – ormai diventato imprescindibile – nella ripresa hanno fatto il resto. Il Toro è quasi alla metà del mini percorso indicato da Juric prima della sfida contro l’Udinese, quello che terminerà a Natale. Una serie di partite utili a capire anche le reali ambizioni della squadra. Uscire dal limbo per puntare verso l’alto, verso la parte sinistra in modo stabile, oppure essere risucchiati a destra, dove c’è chi di settimana in settimana lotta con le unghie e con i denti per mantenere la categoria. I risultati – una vittoria, due pareggi e una sconfitta – non hanno cambiato di molto la situazione del Torino prima dell’ultima pausa. Una squadra, quella granata, che sicuramente ha un’altra identità rispetto a pochi mesi fa e della quale si parla poco in merito a punti o posizione e molto più per quello che esprime in campo, anche quando non vince. Un passo in avanti. Non avere un obiettivo ben definito toglie pressione al gruppo e rende anche ogni calcolo ininfluente, perché se – come ribadito ieri da Juric – l’obiettivo è la stabilità, l’identità, il lasciarsi alle spalle le ultime due annate, allora basta davvero poco, e il Toro è già sulla buona strada. Strano pensare che però Juric possa accontentarsi.

Ivan Juric
Ivan Juric
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ultimo aggiornamento: 07-12-2021


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ilmondoelaradice
ilmondoelaradice(@ilmondoelaradice)
1 mese fa

L’anno scorso abbiamo fatto il girone di andata (meno una partita) piú disastroso della nostra storia con i 3 punti per vittoria, grazie al maestro (maestro de che?) Gianpaolo: 13 punti in 18 partite. Poi sono arrivati Nicola Mandragora e Sanabria e abbiamo fatto 24 punti in 20 partite. Nicola… Leggi il resto »

glicine
glicine(@glicine)
1 mese fa

Come si fa a far giocare Aina in serie A ? È inguardabile sbaglia cose elementari e in continuazione

thethaiman
thethaiman(@thethaiman)
1 mese fa

Si parla troppo del gol sbagliato di Preat, che tra l’altro si è liberato in modo eccellente ed ha poi dato un bijou a Baselli (purtroppo), e non si nomina l’indegno colpo di testa di Zaza completamente smarcato. Un giocatore di serie Di avrebbe almeno centrato la porta ma lui… Leggi il resto »

Jones
Jones(@gix)
1 mese fa
Reply to  thethaiman

non cambia il giudizio sul giocatore,ma dopo averlo letto ho anche visto,Verdi non fa il segno dello zittire,forma una L con il pollice ma non so il motivo

Un compleanno amaro

E chissà che sarebbe successo, se avessero ascoltato Juric