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Il bene del Toro

di Vincenzo Chiarizia - 18 Giugno 2020

Sei punti: la salvezza, la programmazione nel calciomercato, un organigramma granata, il completamento del Filadelfia, il Robaldo e lo stadio di proprietà

Immaginiamo di chiudere un attimo gli occhi e di pensare al Toro di domani. Immaginiamo che oggi il presidente Cairo abbia venduto la società e abbia finalmente programmato il futuro del club in ottica di crescita sportiva e societaria. In questo esercizio quali sarebbero gli step da compiere e gli obiettivi da raggiungere? Cosa ci porterebbe a fare il bene del Toro? A me vengono in mente 6 punti principali: la salvezza, la programmazione nel calciomercato, un organigramma granata, il completamento del Filadelfia, il Robaldo operativo e lo stadio di proprietà.

Al primo posto a mio modo di vedere c’è la salvezza. L’ho già detto nelle precedenti settimane, anche se siamo in una situazione assai disastrata con il colpevole principale che ha un nome e cognome – il presidente Urbano Cairo – occorre guardare avanti, senza volgersi indietro e senza guardare a quanto sia stata balorda la stagione prima dell’interruzione per il Covid19. Bisogna affrontare l’immediato futuro per cercare al più presto la salvezza.

Una volta ottenuta, ed è tutt’altro che scontato, si può iniziare a parlare del resto come ad esempio l’allestimento della rosa per il prossimo campionato. Vagnati ha detto che sarà un mercato veloce e parsimonioso? La cosa non mi stupisce. Niente di nuovo dunque rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi 15 anni per quanto riguarda il parsimonioso, cambierebbe tanto per quanto riguarda il veloce. Perché un mercato veloce nell’era Cairo il Toro non si è praticamente mai visto, salvo rarissime eccezioni. Vedremo Vagnati cosa sarà capace di fare. Io da tifoso non pretendo che Cairo acquisti Haaland, mi basterebbe sapere che gli investimenti che il Toro andrà a fare saranno frutto di una programmazione generale che servirà a crescere per la prossima stagione, a dare ulteriori margini di miglioramento negli anni a venire e a migliorare la dimensione del Toro che, ricordiamo, merita quella europea e non i bassi fondi della Serie A, o peggio la Serie B. Bisogna agire sulla scorta del modello Atalanta. Il mercato condotto da Cairo l’estate scorsa e a gennaio 2020 sono esempi lampanti di assenza di programmazione. Vagnati riuscirà a stupirci? Ce lo auguriamo tutti.

Ciò che servirebbe al Torino sarebbe un po’ più di Toro in società. Perfino Cimminelli aveva avuto il coraggio di mettere ai ruoli apicali di raccordo tra club e squadra gente come Roberto Cravero nel ruolo di ds e Renato Zaccarelli in quello di dg, con quest’ultimo che prese poi il posto di Ezio Rossi in panchina nel 2005. Quel Torino aveva una rosa valida in Serie B che vinse gli spareggi con il Perugia con giocatori come Sorrentino, Comotto, Mantovani, Mezzano, Balzaretti, Mudingayi, Quagliarella, Pinga, Marazzina, Quagliarella e Marinelli (sul quale nella massima serie poteva rappresentare una bella scommessa), un mix di giocatori provenienti dal vivaio e da alcuni innesti mirati. Un lavoro sapiente portato avanti da due persone come Cravero e Zaccarelli che conoscono il Toro e sanno cosa significa. Ci servirebbero figure che seguano il bene del Toro e che non siano semplici yes man come purtroppo appare essere l’attuale direttore generale Antonio Comi. Speriamo che almeno Emiliano Moretti, oggi collaboratore tecnico e probabile prossimo team manager del Toro, possa invece dare un senso di appartenenza maggiore a chi veste la maglia granata.

Il tempio del Toro, il Filadelfia, è stato abbattuto e da arena del Grande Torino è stato trasformato nel campo di allenamento del Torino FC. Per il bene del club i lavori andrebbero ultimati con la creazione del museo, della foresteria e della mensa – a maggior ragione vista l’emergenza Coronavirus purtroppo non ancora terminata. Non è ancora chiaro se i lavori che si stanno svolgendo in questi giorni riguardino il museo o la creazione del terzo campo. In quest’ultimo caso sarebbe il solito modo di Cairo di non rispettare gli impegni presi con la comunità granata. La costruzione del museo del club sarebbe invece un modo per far riavvicinare la gente granata alla storia, ciò che ancora oggi rende unico il Torino.

Anziché costruire il terzo campo al Filadelfia, per il bene della società sarebbe utile investire tempo (soprattutto) e denaro sul Robaldo. Il presidente Cairo potrebbe anche continuare a lamentare che dipenda tutto dalle lungaggini del Comune – cosa che potrebbe anche essere credibile – tuttavia cosa ha fatto il presidente per velocizzare l’iter? Per questa ragione reputo importante e necessario investire tanto tempo su questo progetto. Va ricordato che la società di seconda categoria, la FC Torinese 1894, è riuscita a tirare su in Via dei Gladioli una struttura sportiva da far invidia a società molto più blasonate. Al presidente Sante Squillace va fatto sicuramente un plauso per la concretezza dei risultati che sta ottenendo per la FC Torinese.

Infine per il bene del Toro immagino una società che decida di investire per su uno stadio di proprietà, richiedendo agli organi preposti lo stesso trattamento dato alla terza società di Torino dopo il Torino FC e la FC Torinese. Sarà facile? Tutt’altro, ma se c’è da lottare, un presidente dovrebbe “armarsi” e cercare di difendere in tutte le sedi i diritti della società che presiede e portare avanti gli interessi del club. Lo Stadio Comunale ha una situazione complessa, ma siamo sicuri che il Comune abbia l’interesse a gestire un impianto che potrebbe gravare oltremodo sulle casse dei cittadini torinesi? Insomma la società dovrebbe intrecciare relazioni con l’ente che possano portare il Torino ad ottenere il meglio. Ritengo sia la base nella gestione di un club professionistico.

Questo è quello che mi viene in mente. Per cui il presidente Cairo decida cosa fare da grande con il Torino: restare e cambiare atteggiamento, oppure vendere e dirsi addio. Nel frattempo sabato ci sarà la partita contro il Parma in cui dovremo puntare su diversi giocatori che saranno impiegati fuori ruolo. Vedremo quale sarà l’immediato futuro granata che sarà il frutto della gestione Cairo.

Allenamento al Filadelfia
Allenamento al Filadelfia

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Alberto Fava ( Gigi Marengo for President)
Alberto Fava ( Gigi Marengo for President)
1 mese fa

Beh caro, Chiarizia sognare è lecito.
Ma questo presente, e passati prossimi e remoti somigliano di più ad incubi.

granataenientepiu
granataenientepiu
1 mese fa

15 anni di nulla assoluto credo che possano bastare, caro Chiarizia, a non immaginare che il presiniente abbia venduto, ma a pretenderlo. Purtroppo credo che il por.co di Masio rimarrà ancora perseguendo i suoi risultati eclatanti solo per i suoi lexxatoriseriali.

GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
1 mese fa

anche stavolta d’accordo in alcuni piunti, non in accordo in altri. Primo punto la salvezza. bravo! esatto! e si tifa Toro se ci si dichiara tifosi innamorati del Toro. gli altri sono gli zerotreini odiatori seriali, che, come detto ad esempio ma testualmente da pedric proprio ieri, godono se il… Leggi il resto »

Pedric
Pedric
1 mese fa

C”è solo un altro che va in giro per i siti a far pipponi più noiosi dei tuoi. Non è che per caso siete gemelli?

GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
1 mese fa
Reply to  Pedric

OT non interessa

Pedric
Pedric
1 mese fa

Sei tu che mi nomini caro il mio logorroico giornalista mancato

radice10
radice10
1 mese fa

Mutuo un tuo consiglio GD “lasciali perdere” mia opinione:” Questi non sono tifosi, sono semplicemente quattro sfigati”

Alberto Fava ( Gigi Marengo for President)
Alberto Fava ( Gigi Marengo for President)
1 mese fa
Reply to  radice10

Fatti furbo vecchio granatiere caxasotto , cerca di sopravvivere ancora un po’ facendoti gli affari tuoi.
Non mutuare le fregnacce altrui, le tue bastano….. e avanzano.