Dopo le parole del numero uno granata arriva la risposta della Fondazione Filadelfia: “Non siamo disposti a calare i pantaloni alle richieste del Torino”

Un botta e risposta a distanza ravvicinata quello tra Urbano Cairo e la Fondazione Filadelfia. Il presidente del Torino in occasione del raduno della squadra nel rinato Tempio granata aveva risposto stizzito alle domande riguardo al contratto del nuovo impianto, ancora in fase di discussione tra le parti: “Mi costerà 500mila euro in più rispetto alla Sisport, e non ho detto nulla ha affermato ieri il patron. Ho accettato tutte le cose che mi sono state chieste, si era passati dai 10 ai 20 anni. E poi le manutenzioni straordinarie: non si è mai visto che siano a carico di chi affitta. Mi era stato detto che era una condicio sine qua non, e ho accettato. Non è il Torino e non sono io ad aver messo impedimenti, sono state cambiate le carte in tavola. E ho comprato un sacco di seggiolini: di fatto, quello che ha più investito sono stato io, e non mi sembra che prima di me siano stati comprati tanti seggiolini. Il Filadelfia è stato dismesso, poi demolito; quando sono arrivato nel 2005 avevo già detto che l’avrei voluto nuovamente. Rendiamoci conto che si sta tardando sul fatto di vendere o meno una bibita al Filadelfia. Mi sembra assurdo”.

A poco meno di ventiquattro ore di distanza è arrivata la risposta della Fondazione Filadelfia che in un comunicato ha dichiarato: “La Fondazione Stadio Filadelfia respinge e rinvia al mittente le inopportune ed inesatte dichiarazioni del Presidente Cairo in relazione al contratto di affitto del Filadelfia. Non corrisponde infatti al vero che la Fondazione “cambi continuamente le carte in tavola” ma è bensì vero che a fronte di inaccettabili richieste del Torino F.C., la Fondazione non sia disposta a calare i pantaloni, anche e soprattutto perché si tratta di opera pubblica che soggiace a specifiche norme di legge. Richieste inaccettabili che, una volta respinte, vengono regolarmente riproposte con modulazioni diverse ma sempre inaccettabili e di cui la Fondazione, se necessario, è disposta a dare evidenza. Stupisce inoltre che il Torino F.C., fin dall’inizio partecipe alle deliberazioni della Fondazione, non si renda conto che proporre clausole contrattuali non consone con lo statuto (che ha contribuito ad approvare) richiede una serie di verifiche e deliberazioni lunghe e complesse”.

Continua poi la Fondazione: “E’ inoltre incredibile che si addossi alla Fondazione la responsabilità dei ritardi nella stipula del contratto quando trascorrono intere settimane per ricevere risposta dagli organi dirigenti del Torino F.C. su bozze discusse con i suoi delegati a trattare. La Fondazione ha operato sempre con piena disponibilità nei confronti del Torino F.C., consentendo sempre libero accesso all’impianto in questi mesi per consentirne
l’attrezzaggio (spogliatoi, magazzini, palestra, ecc.) e concedendo una temporanea (e
gratuita) disponibilità del Filadelfia per l’inizio della preparazione per la stagione
2017/2018, iniziata ieri sul campo, soprattutto per rispettare le giuste attese della tifoseria.
La Fondazione auspica che si concretizzi nei fatti la disponibilità del Torino F.C. dichiarata
dal Presidente Cairo e si giunga in breve tempo alla conclusione di questo tormentato iter
contrattuale”.


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Giancarlo (Gianky1969)
Giancarlo (Gianky1969) (@gianky1969)
4 anni fa

Un personaggio che si impunita così caparbiamente su un’attività commerciale e poi risulta così asettico e indifferente sulle tempistiche (anni….) di realizzazione del secondo e terzo lotto del Fila, con tanto di museo .
Ma vi sembra da presidente del Toro?

RiminiGranata
RiminiGranata (@riminigranata)
4 anni fa

Tutta la storia e’ penosa dall’inizio, niente meglio di quella mette in risalto la caratteristica ipotrofia del braccino del “Presidente”. Bastava evitare di comprare Carlao, Valdifiori e Taksidis che quasi saltavano fuori i soldi per rifare il Fila. Certo che anche le autorità e la politica locale è stata penosa..… Leggi il resto »

Giancarlo (Gianky1969)
Giancarlo (Gianky1969) (@gianky1969)
4 anni fa

Chi fa FINTA di non capire è, purtroppo, un patologico affiliato al pessimo modus operandi della proprietà; chi proprio non ci arriva, nella migliore delle ipotesi, è in possesso di limitate capacità cognitive e quindi una attenuante generica potrebbe avanzarla. Poi ci sono i finti equilibristi che tentano di celare,… Leggi il resto »

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