Totrino, Filadelfia e Museo: cosa manca per completare il progetto in lotti

Filadelfia, lotto 2 e Museo: cosa manca per completare il progetto

di Francesco Vittonetto - 12 Aprile 2020

Il Torino non può garantire un ritiro blindato, ecco perché: facciamo il punto sul progetto Filadelfia, cosa manca a quasi tre anni dall’inaugurazione

Il Filadelfia è rinato il 25 maggio 2017, giorno della nuova inaugurazione. Ma solo in parte, dal momento che all’appello manca ancora buona parte del progetto originario. Certo, ci sono i due campi per gli allenamenti del Torino e le partite della Primavera, le tribune, gli spogliatoi, i locali adibiti a palestra e il parcheggio sotterraneo per i calciatori. Eppure restano ancora da iniziare i lavori per i lotti 2 e 3, ovvero ciò che manca della parte sportiva (sala relax, mensa, foresteria, sala stampa, sede della società) e l’intera parte culturale, Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata in testa.

Coronavirus, al Filadelfia niente ritiro blindato

Anche per questo motivo, di fronte all’emergenza coronavirus, l’impianto sportivo che il Torino ha in affitto dalla Fondazione Filadelfia è tra quelli che in Serie A non sono idonei ad ospitare i ritiri blindati, viatico per la ripresa del campionato.

Mancano, innanzitutto, la foresteria – dove i calciatori potrebbero dormire – e la sala mensa. Entrambe fanno parte del lotto 2, per il quale a fine gennaio la Fondazione – che finanzierà il progetto col milione e mezzo di euro già in cassa – aveva dato mandato alla stazione appaltante S.C.R. di far partire l’iter per l’assegnazione dei lavori.

Lotto 3 scisso: ma il Museo si farà e costerà meno del previsto

E il lotto 3? Anche in questo caso gli ultimi, positivi, sviluppi vanno rintracciati alla fine di gennaio. Il CdA della Fondazione ha infatti approvato il progetto dell’architetto Marco Bo, che prevede la scissione in due sotto-lotti, nel primo dei quali è inserita l’area museale.

L’investimento per far partire i lavori è così sceso a 4,5 milioni di euro (rispetto ai 6 previsti inizialmente), che saranno da reperire tramite l’accesso a un mutuo presso un istituto di credito ancora da individuare. Anche in questo caso sarà S.C.R Piemonte a coordinare i successivi sviluppi. Le tempistiche non saranno però brevi: è verosimile che il museo possa spostarsi da Grugliasco, dove attualmente ha la sede, non prima del 2022.

museo Grande Torino
Museo Grande Torino

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Andreain
Andreain
7 mesi fa

Manca un presidente serio e voglioso di investire… Vergogna infame…

Vegeta
Vegeta
7 mesi fa

Anche volendo le attività edilizie non rientrano tra le essenziali…