Le parole di Walter Mazzarri nell’ultima conferenza stampa di presentazione in vista di Genoa-Torino: “L’equilibrio è la cosa più importante. Ho comunicato alla società le mie valutazioni”

Ultimo appuntamento con il campionato per il Torino e ultima conferenza stampa di vigilia per Walter Mazzarri che presenta la sfida contro il Genoa in programma domani pomeriggio alle 15 in terra ligure. Al Ferraris, infatti, andrà in scena l’ultimo capitolo di una stagione altalenante per entrambe le formazioni. Il Torino, partito bene non è poi riuscito a centrare l’obiettivo europeo e punta a chiudere il campionato dignitosamente per poi concentrarsi sul mercato e sul Toro del futuro. Il Genoa, invece, dopo essere rimasta per molte settimane nella zona rossa della classifica ha centrato la salvezza e si prepara a salutare il pubblico di casa. “Alla luce degli ultimi due risultati, vorrei vedere lo stesso spirito dei due secondi tempi, dove abbiamo veramente fatto ottime gare, con due squadre di cui una si gioca ancora la salvezza, e poi a Napoli, che sul proprio campo è sempre difficile da affrontare. Vorrei vedere a Genova lo stesso spirito di queste ultime due partite, magari cominciando meglio“.

Torino, Mazzarri: “È la mentalità che conta, come l’equilibrio. Mi sento in sintonia con questo ambiente”

Sulla mentalità: “Le mie squadre si sono sempre contraddistinte per saper o per provare a rimettere a posto le gare cominciate male. E questo si è visto nelle ultime due gare: si vede che nello spogliatoio, nell’intervallo, l’allenatore ha fatto qualcosa. Quest’anno a volte non ci siamo riusciti (come a Roma contro la Roma: buon primo tempo ma poi la squadra si è sciolta. Questo” dice Mazzarri, “credo sia una segnale di crescita. E spero che questi miei sei mesi abbiano dato un’accelerata al processo, quando in estate ci ritroveremo partendo con una rosa diversa“. Sui bilanci e su alcuni numeri: “Mi piace spiegarmi meglio su alcuni concetti che magari non ho spiegato bene. La squadra deve essere sempre equilibrata, che non vuol dire essere difensivisti: se noi guardiamo per esempio che De Silvestri abbia segnato, vuol dire che sono schemi di gioco con dei meccanismi per poter fare un bel calcio, e per poter avere più alternative per andare in gol. Questo dovrebbe far riflettere molte persone che vogliono parlare di calcio, e magari non sono preparate. Io vorrei, se potessi, difendere sempre alto, e imporre il mio gioco. Poi ci sono le cose che non vanno, e sono le imprevedibilità“. Ancora sul bilancio: “Questa è una piazza speciale. E come ogni piazza speciale, ha delle particolarità. E un professionista, quando entra in una piazza del genere, deve entrare in punta di piedi: essere umile. E infatti questi sei mesi sono stati molto utili per me. Io mi sono emozionato quando sono andato a Superga, ma lo avevo già fatto per conto mio: volevo farlo, e ho voluto toccare con mano questo. Come anche allenarsi al Filadelfia. Come tutte le cose che sono particolari di questa piazza. Sono state capite, sono positive, e penso che come carattere io mi incarni bene con questo ambiente, non solo con questa società“.

Mazzarri in conferenza stampa: “Con il Napoli differenza reti importante”

Continua Mazzari in conferenza stampa prima di Genoa-Torino: “Di sicuro ci sono i numeri che dicono delle cose. Ovviamente, noi puntiamo a vincere il più possibile. Penso al Napoli, che arrivò secondo, mi sono segnato dei numeri: 78 punti, 73 gol, presi solo 36. Differenza reti di +37, arrivando secondo in classifica. Ci sono state squadre che nel tempo hanno fatto anche 74-71 gol, ma hanno avuto una differenza reti molto inferiore. E sono arrivate decime, none. Questo equilibrio ci deve essere: se noi vogliamo crescere, dobbiamo prendere esempio dalle grandi squadre del passato. Penso al Milan, che vinceva tanto. E se guardiamo la realtà attuale, notiamo questo equilibrio. Questo cosa vuol dire? Che dobbiamo vedere la prestazione. Non importa che il giocatore sia un giocoliere: le giocate per fare gol devono essere finalizzate a fare gol, non possono essere fini a loro stesse. Quando si intende che un giocatore sia per la squadra, si intende tutto: questo è un concetto che vorrei che non si scordasse. Fa parte di un allenatore che vuole sempre puntare a vincere con la squadra. Quello che sto cercando di fare, e qualcosa si è visto, è questo. Tanto è vero che sono stato molto chiaro a farvi capire cosa mi era piaciuto e cosa no. Con la Lazio abbiamo perso 1-0, forse potevamo pareggiare, ma non mi è piaciuta la squadra. A Napoli invece mi è piaciuta. Con la Spal pure: ci siamo messi a posto e abbiamo fatto una grande partita, lasciando pochissime occasioni“.

Calciomercato Torino, Mazzarri: “Ho dato indicazioni precise”

Sul calciomercato: “Ho dato indicazioni precise, sempre. Non posso dare informazioni in chiaro: ho già parlato con la società. Il mercato non lo fa l’allenatore: non sempre si può avere tutto quello che si chiede o vorrebbe, ci sono tante veriabili. E molte delle persone che sono qui hanno contratti pluriennali, se vanno via è per una convenienza per tutti. E non è che se magari un giocatore rifiuta di andare via, allora lo metti fuori rosa: questa è una rosa di buon livello, di base, i giocatori sono bravi. Ho le idee chiare, so cosa vorrei, l’ho chiesto e mi sembra di vedere una sintonia, ma è inutile che provi ad anticipare. Non posso“. Su Belotti: “Gli ho chiesto di venire un po’ prima, oggi, perché così appena finirà la conferenza gli potrò parlare e capire se ce la farà o meno. Sarebbe un peccato non avercelo, era tornato a segnare e avrebbe chiuso l’annata. Il futuro di Belotti? Io parlo sempre con lui. E sa benissimo che se ho il miglior Gallo, lo vorrei tenere sempre, e questo lo dico in realtà a tutti: chi resta qui, deve vederlo come un punto di arrivo, dove rendere il 120%. Tutti quelli che torneranno il 6 luglio, dovranno darmi questo. Io voglio che Belotti resti, nessuno può dubitare di questo. Poi quello che passa nella sua testa, o quello che capiterà dal mercato, non posso saperlo“. Su Moretti, Burdisso e Molinaro: “Il loro rinnovo? Fa parte di un discorso di calciomercato, e non posso dire di più. Io ho relazionato la società anche su di loro: hanno avuto spazio, quindi hanno molta stima da parte mia. Sono stati importanti per la stagione. Poi chiaro, nessuno è contento per essere arrivati decimi: volevamo tutti fare di più. Ma loro, al di là di qualche prestazione tecnica, sono stati molto importanti nello spogliatoio, per aiutarmi a far passare le mie idee tattiche e altre cose. Devo ringraziarli più degli altri, anche per questo. Mi hanno dato una mano a far crescere i più giovani“. Su Niang: “Lo conosco come le mie tasche. Come tutti gli altri, ma non solo lui, si poteva fare meglio: il discorso riguarda tutti quanti. Lui di sicuro è un giocatore che ha reso al massimo, quando ha giocato centravanti: ho capito, l’avevo già valutato in Inghilterra, che si esprime meglio da prima punta, da esterno fa fatica per le caratteristiche che ha. In questo periodo l’ho visto più uomo, anche perché è diventato padre. Va aiutato a farlo giocare nel ruolo in cui rende di più. Resta? Vale il solito discorso di calciomercato di prima“.

Mazzarri prima di Genoa-Torino: “Ripartire da Nkoulou e Sirigu? Le date del ritiro”

Ripartire dalle basi di Nkoulou e Sirigu sarà importante? “Se io parlo di loro due, è giusto che parli degli altri. È chiaro che sono giocatori importanti: chi ha fatto bene quest’anno, ma parlo a carattere generale, è normale che io voglia trattenerlo. Io voglio, come già detto settimana scorsa, avere tutti i giocatori coinvolti e funzionali: voglio coinvolgerli tutti, che diano sempre al 100% o di più del loro potenziale. Non che ne mandi alcuni in campo, che magari sono stati fermi per tante partite e sono al 60-70%. Questo fattore fa la differenza, anche per supplire alcuni aspetti tecnici“. Sulla probabile formazione: “Devo dare la mentalità che anche domani servano punti, sempre. Domani non si guarda la classifica: si affronta una gara di Serie A, e si deve fare la prestazione. Io sceglierò, anche domani, i giocatori che potranno fare bene. Le valutazioni non saranno domani, le ho già chiare, ma voglio che si dia il massimo, sempre. Per cui chi scenderà in campo dovrà farlo. È probabile che faccia un esperimento: ma uno, perché magari ha giocato poco e ha meno condizione, e ho già un cambio obbligato. Questo terrei a precisarlo“. Sul ritiro: “Abbiamo stabilito il programma in questi giorni. Ci ritroveremo il 6 qui al Filadelfia, poi andremo a Bormio: lì faremo i doppi allenamenti. Poi torneremo ad allenarci qui: io voglio che si riposino un momento tra Bormio e altro, perché saranno 15 giorni davvero molto intensi. Dopo, pur contnuando a lavorare a ritmi alti, dovremo arrivare ad adattarci al nostro clima, quello di Torino“.


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mas63simo
mas63simo
3 anni fa

Questa società e questo allenatore non incarnano lo spirito e l orgoglio che intendo io del Toro. Giusto x capirci prima che qualcuno dica i valori sono cambiati ecc ecc ecc la squadra di oggi che incarna molto bene i valori di cui parlo c’è e si chiama At.Madrid che… Leggi il resto »

Giankjc (Gianky1969)
Giankjc (Gianky1969)
3 anni fa

L’ottimismo è tanta roba, sai quanti punti in più!?
E soprattutto, sai quanto è affine e strumentale al processo di normalizzazione imposta dall’effecì?

Roberto (RDS 63)
Roberto (RDS 63)
3 anni fa

Dio li fa e poi l’accoppia..

Giankjc (Gianky1969)
Giankjc (Gianky1969)
3 anni fa

In qualche caso li sovrappone persino, con ovvie conseguenze.

Giankjc (Gianky1969)
Giankjc (Gianky1969)
3 anni fa

Nel futuro faremo sempre meglio. È così da tanto tempo. Poi bisogna essere positivi perché la negatività dei tifosi fa dimagrire basellao, sbagliare qualsiasi stop al gallo, crescere foruncoli sulle dita dei piedi di molonaro, sbragare i muscoli di Obi, cappellare ripetutamente Burdisso, frenare il dinamismo di vaso di fiori,… Leggi il resto »

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