Tra casualità e doti da predestinato, il difensore si è guadagnato la Serie A, lanciato da Sinisa Mihajlovic e ora titolare al primo anno nella massima serie

Chissà quali pensieri saranno balenati nella testa di Antonio Barreca la notte del 25 giugno. Quel controriscatto dal Cagliari che appariva ormai ipotesi lontana, ma che alla fine si è concretizzato a pochi istanti dalla mezzanotte: 290mila euro versati sul conto dei sardi e ritorno a casa per il terzino torinese. Dopo due stagioni di apprendistato in Serie B per il classe ‘95 si spalancano le porte della massima serie. Da comprimario, dicevano le indicazioni estive, ma con qualche possibilità per dimostrare il suo valore. Il taglio di Avelar, alle prese con i noti problemi fisici (e ora vicino al rientro) e il grave infortunio di Molinaro nella gara interna contro l’Empoli hanno, però, riscritto la storia. Da terzo nelle gerarchie a unica, o quasi (leggasi Moretti), alternativa nel ruolo.

Il fatto che a portarlo all’esordio e poi alla titolarità pressoché inamovibile sia stato Sinisa Mihajlovic non è un caso. Per il tecnico serbo si tratta infatti del diciottesimo under 23 lanciato in Serie A nella sua carriera da allenatore. Un’attenzione alla linea verde mai nascosta dall’ex Samp che vede nella grintosa voglia di emergere dei giovani la perfetta incarnazione del suo credo calcistico. Rischi, certamente, ma anche tante soddisfazioni come ben dimostrato da Gigio Donnarumma, lanciato da Mihajlovic e ora protagonista indiscusso, a 17 anni, della vittoria in Supercoppa con il Milan.

E soddisfacente non può che essere anche questa metà di 2016 per Barreca. “E’ migliorato molto in fase difensiva e può diventare uno dei migliori terzini in circolazione, diceva il mister di Vukovar alla vigilia del match contro il Cagliari. Entusiasmo non scalfitto neppure da qualche errore di troppo nelle ultime uscite, su tutte nel derby con la Juventus: “E’ giovane e può sbagliare”. Coltivare senza fretta, allontanando ogni prematura critica, è la ricetta di Sinisa: a Barreca spettano le risposte e i miglioramenti sul campo. L’obiettivo, ora, è passare da un 2016 vissuto da lieta sorpresa a un 2017 da inconfutabile certezza.


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Messicoenuvole
Messicoenuvole
4 anni fa

…ma questo sgarbo fa male…

Messicoenuvole
Messicoenuvole
4 anni fa

(continua) il centrale Luperto. Mentre dall’Inter arrivarono anche una vagonata di ragazzini per le giovanili. Nei fatti alla fine Torino quasi dimenticato. Io ho sempre difeso Longo, ma questo sgarbo fa . E tanto…Colgo l’occasione per inviarti i miei più cordiali auguri per un felice 2017.

Messicoenuvole
Messicoenuvole
4 anni fa

@jair_68. Ti ringrazio per la tua fiducia ed assiduità e cerco ora di chiudere il discorso Mantovani. Longo voleva per la Pro alcuni suoi ex-Primavera. La sua scelta si indirizzò subito su Mantovani e Zaccagno. Ma le cose cominciarono ad andare per le lunghe, a tal punto che a Vercelli… Leggi il resto »

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