Cairo: "Toro, l'amore dei tifosi è anche il mio. Mai usato per i miei affari" - Toro.it

Cairo: “Toro, l’amore dei tifosi è anche il mio. Mai usato per i miei affari”

di Andrea Piva - 2 Settembre 2020

Per i suoi 15 anni da presidente del Torino, Urbano Cairo ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Spot: “Voglio togliermi altre soddisfazioni”

Urbano Cairo festeggia oggi i 15 anni da presidente del Torino. Per celebrare l’occasione, il massimo dirigente granata ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport dove ha ripercorso questi anni alla guida della società granata partendo però dal presente e dalla contestazione dei tifosi nei suoi confronti: “Conosco le regole del gioco, il calcio è così, si passa velocemente dal grande amore alla critica esagerata. Ed è normale che il presidente sia il primo responsabile. Coi tifosi ho avuto tanti momenti bellissimi, ultimamente qualche critica forse è stata un po’ ingenerosa. Ma non me la prendo. Il loro amore per il club è anche il mio. Il desiderio di rivedere il Toro nella parte sinistra della classifica e di vederlo costantemente migliorare è anche il mio. Lavoro per questo. Diciamo che al contrario di chi vede solo la delusione dell’ultima stagione, io faccio un bilancio più ampio. Ed è un bilancio positivo”.

Cairo: “La storia non è un peso, bisogna onorarla e incarnare i valori del Toro. In questi 15 anni è sempre stato fatto”

Essere presidente del Torino comporta degli onori ma anche degli oneri, per via della sua gloriosa storia. “Questo non lo definirei un peso – ha spiegato Cairo – è piuttosto una responsabilità e uno stimolo a essere degni di quel passato, onorandolo con il ricordo e col massimo impegno per incarnare i valori del Toro. E ritengo che nei quindici anni della mia presidenza questo sia stato sempre fatto. Vede paragonarsi al Grande Torino degli Anni 40 o pensare di ripeterne le gesta sarebbe folle. Quella è una storia meravigliosa e irripetibile, oltre che tragica nella sua fine. Il Grande Torino va onorato ma non deve essere mai termine di paragone. Così come va ricordato con orgoglio il ciclo negli anni Settanta in cui il Toro tornò a vincere con grandi calciatori che hanno fatto la storia granata e del calcio italiano, da Pulici a Graziani, da Sala a Zaccarelli. Ma anche in questo caso parliamo di un periodo storico lontano. Il calcio di oggi è completamente diverso da quello dell’epoca. Oggi la forbice economica di introiti tra club, a partire dalla suddivisione dei diritti tv, è tale che diventa quasi impossibile per club come il nostro competere per vincere uno scudetto. A meno che non si trovi, per assurdo, chi decide di investire centinaia di milioni a fondo perduto, sapendo che non rientreranno mai. Ma non avrebbe niente a che fare con la gestione sana di una azienda, per quanto particolare come una società di calcio. Non esiste oggi in Italia un imprenditore che ragioni così. Il passato e il suo alone mitico però non deve paralizzare e neanche far screditare un presente comunque buono, deve semmai essere da stimolo, ma sapendo cosa in realtà si può raggiungere. Non voglio togliere i sogni ai tifosi ma neanche coltivare o diffondere aspettative impossibili. Una cosa solo posso promettere, il continuo tentativo di crescere e migliorare. E non si può dire che in questi quindici anni non sia accaduto“.

Cairo ha poi fatto un bilancio dei suoi 15 anni da presidente: “Certamente e lo faccio con onestà. Ci sono state 3 stagioni negative. Quella del 2008-2009 quando retrocedemmo, quella del 2010-11 quando non andammo nemmeno ai playoff, e l’ultima stagione in cui speravo pagasse il non aver toccato la squadra convinto che con un paio di innesti sarebbe salita ancora più su in classifica. Ma parliamo di tre stagioni negative su quindici. Ci sono state anche cinque stagioni molto positive: le due promozioni, le due stagioni al settimo posto con accesso all’Europa League, quella in cui abbiamo raggiunto gli ottavi di finale. Nelle altre 7 stagioni, abbiamo fatto cose non straordinarie ma comunque discrete”.

Cairo: “Se qualcuno ha mezzi superiori ai miei sono pronto ad ascoltarlo”

Ancora sul suo lavoro: “Quando sono arrivato i tifosi mi dicevano: magari potessimo stare stabilmente nella parte sinistra della classifica. Per diversi anni lo abbiamo fatto. Non mi vanto per questo, è dove il Toro deve stare. Ma era quello che la gente voleva, così come il far tornare in alto il settore giovanile: ci siamo riusciti sia dal punto di vista dei titoli che dei giocatori prodotti. Il Toro per me non è mai stato un motivo di interesse o un biglietto da visita per altri affari. Quello che ho fatto per il Toro l’ho fatto per passione, per convinzione, per tradizione, sacrificando il tempo da destinare alla famiglia. Per questo quando lo lascerò sarà solo per lasciarlo in mani migliori delle mie”.

Cairo ha poi aggiunto di essere pronto a cedere la società nel caso in cui si presentasse un’imprenditore più facoltoso: “Ora sono impegnato a ripartire e a seguire un nuovo ciclo che spero con Giampaolo e Vagnati ci regali soddisfazioni. Ma voglio chiarire ai tifosi che se in futuro dovesse presentarsi qualcuno con mezzi superiori ai miei e un progetto serio, sono pronto ad ascoltarlo. Però non intendo lasciare il Torino ai primi parvenue che si presentano. Ho sbagliato qualcosa? Certo, chi è che non sbaglia? Qualche presidente di altre squadre ha fatto meglio di me? Può darsi. Però vado orgoglioso di una cosa: 15 anni fa c’era un mondo molto diverso rispetto ad oggi. Ma il Torino non si è mai fermato davanti ai cambiamenti, andando al passo con i tempi. Diventando una società sana e moderna”.

Cairo: “Orgoglioso dell’acquisto di Belotti”

Poi ha parlato dei giocatori e allenatori avuti in questi 15 anni: “L’acquisto di cui vado più orgoglioso? Belotti per quello che ha dato non solo come rendimento e gol ma come atteggiamento, generosità, valori. Esempio per i compagni, idolo per i tifosi, ispirazione per i giovani del vivaio. Maksimovic l’affare più vantaggioso, Immobile il giocatore che non avrei voluto vendere, Mihajlovic l’allenatore che non avrei voluto esonerare. Sono felice che Sinisa abbia dimostrato a Bologna di essere un ottimo allenatore, facendo benissimo in corsa il primo anno e confermandosi nel secondo. Riuscire, nonostante la grave malattia, a guidare anche dall’ospedale la squadra, dimostra il valore del- l’uomo oltre che del tecnico. Voglio bene a Sinisa”.

Infine, Cairo si è fatto un augurio da presidente: “Riuscire attraverso questo nuovo ciclo a dare gioia ai tifosi e a togliermi ancora qualche soddisfazione come presidente. Sperando che questi anni alla guida del Torino siano giudicati con maggiore serenità. Tante cose positive sono state fatte, tante altre vorrei realizzarne. Ho sempre avuto un unico obiettivo: il bene del Toro”.

Urbano Cairo a Superga
Urbano Cairo a Superga

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Giontonygranata
Giontonygranata
24 giorni fa

Ripete schifosamente le stesse cose da settimane. L’unico che gode è zio Pennina mentre tiene al guinzaglio il chihuahua Gd.

Bagna cauda
Bagna cauda
24 giorni fa

Secondo me quelli della foto si stanno toccando i gioielli di famiglia avendo così vicino la rogna.

pen-nina
pen-nina
24 giorni fa

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Bagna cauda
Bagna cauda
24 giorni fa
Reply to  pen-nina

Rappresenta il massimo dei tuoi pensieri questo post?