La scelta di Urbano Cairo: il silenzio nel momento di crisi del Torino. Su Instagram c’è chi chiede di uscire allo scoperto. E la contestazione continua

La smentita, inevitabile, sulla presunta cessione del Torino a Luxottica (notizia priva di fondamento) resta l’ultima dichiarazione pubblica di Urbano Cairo, datata 20 febbraio. Risposta secca, da lancio d’agenzia. D’ugual stampo sono state le poche parole rilasciate a Tuttosport (pubblicate il 21 febbraio): anche qui, al centro, c’era la bufala del cambio di proprietà, affiancata dalla presa di posizione su Belotti – “Al Napoli? No, resta” – e dal no comment sugli striscioni di contestazione che in queste settimane hanno tappezzato il centro città e pure la Basilica di Superga. Per trovare un intervento corposo del patron bisogna insomma risalire alla conferenza stampa di presentazione di Moreno Longo. 4 febbraio, quasi un mese fa.

Cairo, nessuna dichiarazione sul Torino

Nel frattempo il suo Toro ha continuato il lento naufragio: tre sconfitte, nonostante il cambio in panchina. Dopo la sfida contro la Sampdoria, la prima del nuovo tecnico, Cairo ha evitato i cronisti. E così anche a Milano. Al San Paolo, invece, non era presente sugli spalti.

L’imprenditore alessandrino ha eretto un muro di silenzi per affrontare il momento forse più difficile della sua presidenza. E questo, per lo meno a livello di immagine pubblica, ha aggravato l’impressione di uno scollamento da un lato con la piazza, dall’altro con la squadra. Lasciata, comunicativamente parlando, in balìa di se stessa.

Social e striscioni: la contestazione non si placa

Sui social l’hashtag #cairovattene mantiene una eloquente popolarità. E su Instagram, là dove tra Cairo e i tifosi erano andati in scena botta e risposta dai toni duri nel gennaio scorso, c’è chi invita il presidente ad “uscire allo scoperto”, a “metterci la faccia”. “Basta con questo silenzio assordante”, ha scritto qualcuno appena due giorni fa sotto l’ultimo post pubblicato, risalente al 19 gennaio. E purtroppo c’è anche chi travalica i limiti del rispetto umano, lasciandosi andare ad insulti censurabili (e perseguibili).

La scelta del numero uno di via Arcivescovado, per ora, è chiara: limitare le uscite pubbliche. Ma la contestazione non si placa. E il Torino di Longo ancora non svolta.

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ultimo aggiornamento: 04-03-2020


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vecchiamaniera
vecchiamaniera
1 anno fa

Vedere solo la sua faccia mi provoca un disgusto raro,mai avuto nei confronti di altri.Un pagliaccio affarista oggi latitante pronto a dire stronxate ogni volta che da ordine di diramare dichiarazioni.Ho finito i dispregiativi x qualificare questo misero mezz’uomo.

urto (andrea)
urto (andrea)
1 anno fa

al momento interessa eccome di cairo….
interessa che vada fuori dai maroni.
la squadra ce la farà con o senza di lui. a meno lui abbia già deciso di fare passare il messaggio che la responsabilità sarà di longo….

Alberto Fava ( Gigi Marengo for President ).
Alberto Fava ( Gigi Marengo for President ).
1 anno fa

Beh in effetti ammetto che gli articoli con questo taglio acchiappino molto gli anticairo dichiarati come me, ed apostrofati “zerotreini” .
Ma vedo che ha lo stesso effetto sui cairoti o “lecchini” che dir si voglia.
Come per rivalsa li apostrofo io.
Doppio vantaggio Redazione ! 😂

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