Il presidente del Torino, Urbano Cairo, in un’intervista a La Gazzetta dello Sport ha ribadito il suo no alla Superlega

Il presidente del Torino, Urbano Cairo, si è sempre espresso contro la Superlega e in Italia è stato tra i proprietari di club uno di quelli che ha più fortemente ribadito la contrarietà al progetto. Lo ha fatto anche ora, dopo la sentenza della Corte Europea, in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

Cairo: “La Superlega è una cosa da aristocrazia del ‘700”

“Ho seguito dall’inizio, da due anni e mezzo fa, la vicenda della Superlega e da uomo di calcio e di sport ero e sono totalmente contrario. L’ho sempre reputata e la reputo tuttora una cosa da rifuggire come la peste. È una trovata perniciosa che non dà la minima attenzione a quello che è il merito sportivo. Fotografa una realtà del passato e vuole cristallizzarla nel futuro”.

Sulla sentenza della Corte Europea: “La definirei una decisione contraddittoria: da una parte sostiene che non ci devono essere monopoli come quelli dell’Uefa e della Fifa, ma allo stesso tempo concede una possibilità a questa Superlega che è contro la libera concorrenza perché vi partecipano sempre gli stessi. Non capisco come si possono criticare i monopolisti e poi dare luce verde a una competizione che fotografa lo “status quo”, o poco ci manca, perché ci sono solo i “pannicelli” caldi delle due promozioni tra le tre categorie della Superlega. È una cosa da aristocrazia del ‘700, una situazione che ricorda il periodo precedente alla Rivoluzione Francese, quando la nobiltà aveva diritti divini e c’erano gli unti dal Signore, poi tutti gli altri. Da allora però sono passati oltre due secoli. Per fortuna, aggiungo”

Sui vari no alla Superlega: “L’Inghilterra, che ha il campionato più famoso al mondo, ha risposto picche. Subito e in modo netto. La stessa risposta è arrivata dal Bayern Monaco in Germania, dal Psg in Francia, dalla Roma e dall’Inter in Italia e dall’Atletico Madrid in Spagna. Per non parlare di tutti gli altri club (quelli che non erano stati invitati nel progetto originale, ndr), delle leghe, delle federazioni, della Uefa, della Fifa… Un coro molto negativo rispetto a questo progetto che è stato accolto malissimo. E sinceramente non mi sorprende perché è un qualcosa di contrario allo sport e al merito sportivo. Se la Superlega diventasse realtà, torneremmo indietro di oltre due secoli, quando comandavano i nobili e tutti gli altri che volevano affermarsi all’interno della società erano confinati in basso”.

“Esatto. È anche una questione di rispetto per i tifosi, per coloro che pagano il biglietto allo stadio e hanno il piacere di sognare una sorpresa sul campo contro una grande o la crescita della propria squadra, magari con investimenti giusti fatti dalla proprietà. Chi investe e ha idee, deve potersi affermare. Se ciò non fosse possibile, non sarei mai diventato editore di Rcs, un’azienda che prima del mio arrivo era in forte perdita. A maggior ragione questo deve succedere nello sport, la cosa più democratica che ci sia: lì i raccomandati non esistono, contano solo i risultati e vincono i più bravi. Prendete per esempio l’atletica e i 100 metri: uno può anche essere raccomandato ma se li corre in 11 secondi e gli altri in 10, non lo prende in considerazione nessuno. Introducendo situazioni da parrucconi del ‘700 come questa Superlega, si vorrebbe garantire potere a chi rischia di perderlo o di non averlo assicurato per sempre”.

Urbano Cairo
Urbano Cairo
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ultimo aggiornamento: 23-12-2023


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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)

Le tue valutazioni concentrale sul triangolare di metà agosto, per il resto sei l’uomo qualunque.

Lancioni
Lancioni
1 mese fa

Bravo Cairo!! Se il Toro non partecipa, il torneo non ha il minimo interesse!!!

T
T
1 mese fa

Stava facendo tutto bene (a parte il dettaglio che non sono stati tanto i due secoli a passare, quanto svariate teste a rotolare), che subito ha dovuto rovinare tutto con “investimenti giusti fatti dalla proprietà”, e “chi investe e ha idee, deve potersi affermare”!

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