Urbano Cairo è stato ospite alla trasmissione radiofonica Un giorno da pecora: “Il Torino non è messo bene. Nicola è un simbolo”

Dopo essere intervenuto ieri nella conferenza stampa di presentazione di Davide Nicola, quest’oggi Urbano Cairo è stato ospite a Un giorno da pecora, trasmissione su Rai Radio 1. La prima domanda posta al presidente del Torino è stata riguardo alla critiche che gli viene spesso mossa, dai tifosi granata ma non solo, di essere particolarmente parsimonioso. “Se sono tirchio? Non è vero che sono tirchio, questa è una leggenda metropolitana. Sono generoso però è importante far tornare i conti perché così non si mandano a casa persone ma si assumono. Oggi nelle mie aziende ho 4.500 dipendenti e 4.500 collaboratori esterni, sono 9.000 famiglie in tutto” ha replicato Cairo.

Cairo sul Torino: “Speriamo di ripartire”

Il patron granata ha poi parlato anche della situazione del suo Torino e del neo allenatore, Davide Nicola: “Se è messo peggio il governo o il Torino? Sicuramente in questa prima parte di stagione il Torino ha fatto male e non è messo bene. Ora abbiamo cambiato allenatore, abbiamo preso Nicola che nel mio primo anno da presidente avevo come calciatore e fece molto bene facendo anche il gol della promozione. È un simbolo per noi. Speriamo di ripartire anche se l’allenatore di prima era anche bravo”.

E a proposito di Governo, Cairo ha espresso la propria opinione anche riguardo alla recente crisi dovuta all’uscita di Italia Viva dalla maggioranza: “A me sembra che stiano cercando di navigare a vista ma con molte difficoltà. Non era questo il momento di fare una crisi di governo. Chi ha generato una crisi di governo, cioè Renzi, aveva pure ottenuto molte cose nel Recovery Plan. Non so perché abbiano fatto la crisi di governo, se il motivo era una contestazione del recovery plan questo poi è stato modificato con una diversa distribuzione delle risorse. Io andrei avanti fino a fine legislatura, diventa difficile interromperla oggi per motivazioni così poco giuste. Credo che magari potrebbero rinforzare squadra ministro per essere pronti in vista della fase della rinascita e dell’utilizzo del recovery”.

Sempre in chiave attualità ma tornando al calcio, Cairo ha parlato anche della finale di Supercoppa Italiana giocata mercoledì tra il Napoli e la Juventus: “La Juve non la avrei mai tifata in vita mia, avrei tifato il Napoli”.

Cairo: “La Superlega? Sono d’accordo con la Fifa”

Cairo ha commentato anche il comunicato della Fifa e delle sei confederazioni che hanno minacciato l’esclusione da tutte le competizione ufficiali dei club e dei calciatori che in futuro dovessero aderirvi. “Sul tema Superlega mi son espresso due anni fa in modo negativo. E’ importante preservare campionati nazionali. Un campionato europeo non avrebbe grande seguito, big match europei se diventano una routine sono anche meno seguiti. È molto importante invece preservare il campionato nazionale per la sua tradizione e storia. Sono quindi d’accordo con quello che ha detto la Fifa. Quando se ne parlò la prima volta nel 2018 fui un oppositore molto forte. La questione Superlega si era fermata, ma ogni tanto ritorna e la Fifa bene ha fatto a essere dura”.

Infine, Cairo ha parlato anche della sua esperienza con il Covid: “Mi sono ripreso sto bene come prima e anche meglio. L’ho avuto in forma non leggerissima, ho avuto una polmonite bilaterale pur se con un focolaio piccolo. Ma mi hanno dovuto ricoverare. Mi sono reso conto che è una malattia che è difficile da controllare ma non ero preoccupato particolarmente anche perché ero super assistito in ospedale”.

Urbano Cairo
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ultimo aggiornamento: 22-01-2021


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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
10 mesi fa

Ma come si fa a dare del tirchio a uno che si vanta ai 4 venti di aver fatto curare l’occhio di Abbruscato dal suo oculista.
Un altruista da ambrogino marrone.

bombereleven
bombereleven
10 mesi fa

Era solo bilaterale, peccato….

max
max
10 mesi fa

Da buon milanista non tifa gobba!

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