Chi è Nuno Espirito Santo, allenatore portoghese del Wolverhampton

Nuno Espirito Santo, un portoghese alla conquista della Premier

di Giulia Abbate - 18 Agosto 2019

Promozione in Premier ed Europa League in due stagioni: Nuno Espirito Santo è il tecnico che ha rivoluzionato il Wolverhampton

Nato nel 1974 a Sao Tomé, capitale della Repubblica Democratica di São Tomé e Príncipe ed ex colonia portoghese, Nuno Espirito Santo, attuale allenatore del Wolverhampton e prossimo avversario di Mazzarri, ha in pochi anni dimostrato che l’esperienza, nel calcio, non è tutto e che a volte mentalità, convinzione e lavoro, tanto lavoro, possono fare la differenza. Nel 2017, infatti, a seguito del suo approdo sulla panchina dei Lupi, in tanti si sono chiesti se quella di puntare su un allenatore giovane, sconosciuto ai più fosse la scelta giusta per una società che puntava ad un ritorno in Premier dopo i guai societari e gli anni in Championship. Una domanda lecita, certo, che ha trovato come risposta una stagione che lascia pochissimo spazio a dubbi e incertezze. Al suo primo anno con i Wolves, infatti, il tecnico portoghese centra in pieno la promozione in Premier dopo 6 anni di serie cadetta e nella successiva stagione (2018/2019) porta la squadra inglese al settimo posto, a ridosso delle grandi e, soprattutto, in Europa League. Ma da dove è partito Nuno?

Nuno, dalla Scozia al Portogallo: gli esordi del tecnico dei Wolves

Quella con i Wolves non è la prima esperienza di Nuno Espirito Santo in “terra inglese”. La sua carriera da allenatore, infatti, parte de un piccolo villaggio vicino Glasgow: Largs, un paesino di 11 mila abitanti nel quale il portoghese muove i primi passi da allenatore dopo aver abbandonato la carriera da portiere. L’esperienza è pochissima, quasi nulla, ma le capacità sono già ben visibili tanto che arriva la chiamata del Rio Ave, club portoghese con il quale Nuno disputa la sua prima esperienza da allenatore professionista. Nella stagione 2012/2013 arriva a 3 punti dalla qualificazione ai preliminari di Europa League che centrerà l’anno successivo.

Dopo le soddisfazioni portoghesi, nel 2014 riceve la chiamata del Valencia. Ormai non è più il giovane allenatore privo di esperienza. Certo, la fama non è quella dei colleghi più blasonati ma il confronto non lo spaventa di certo e a spiccare è soprattutto la sua mentalità e le capacità di trasferirla ai propri giocatori. E i risultati spagnoli lo confermano: col Valencia arrivano infatti il 4° posto in classifica, la qualificazione alla Champions League e un clamoroso successo contro il Real Madrid. Nel novembre del 2015 lascerà poi il club per alcuni dissidi con la società. Torna così in Portogallo alla guida del Porto con cui non riesce ad ottenere gli stessi risultati. Sarà proprio l’esonero dalla società portoghese a spalancargli le porte della Premier League.

Wolverhampton, mentalità e tattica: è lo specchio del tecnico portoghese

Se il Wolverhampton può essere considerata una squadra inglese per così dire atipica, più volta alla tattica che a velocità e fisico, è certamente specchio del suo tecnico. Nella sua seppur breve carriera, Nuno ha saputo fare della mentalità e della capacità di gestione dei propri uomini il suo marchio di fabbrica. Poco importa se la squadra ha già un’amalgama ben costruita e dinamiche rodate o se bisogna partire da zero o quasi. Quello che ha fatto la differenza è sempre stata la capacità di trasferire il suo credo calcistico e la sua filosofia di gioco, chiara, precisa e riconoscibile, alle sue squadre. Lupi inclusi.

E, nonostante Nuno sia particolarmente attento alle individualità dei propri uomini, la sua idea è chiara: la squadra è la cosa più importante. Tanto che appena approdato in Inghilterra ha fatto disegnare sui muri della palestra due scritte diventate in brevissimo tempo dei veri e propri dogmi: “Stay Humble” e “Protect the team” si legge a Compton. “Restare umili e proteggere la squadra”.

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l’occhio da pesce lesso ce l’ha.

Madmax
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Madmax

Noi, potremmo scrivere sui muri : SIAMO L’ARMATA BRANCALEONE E NESSUN CI DISTRUGGERA’

AndreaGranataRho
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AndreaGranataRho

per me ci sbattono fuori per la gioia di Cairone che non spendera’ mezzo euro dicendo che la squadra per coppa italia e campionato andra’ bene cosi’. vedremo a fine anno chi avra’ ragione

cerci68
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cerci68

Hai ragione
Io mi concerterei sulla partita con il Sassuolo giovedì metterei la primavera

urto (andrea)
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urto (andrea)

ecco! brava! tu hai esplicitato esattamente quello che cairo cerca di far capire ma non può dire