Mihajlovic prova il 4-3-3 con Belotti titolare, ma solamente oggi prenderà una decisione definitiva sul Gallo e sul modulo anti-Cagliari

“Bisogna fare qualcosa per cambiare questo momento”. Era stato chiaro Sinisa Mihajlovic dopo la batosta subita a Firenze. Una rivoluzione più che altro di spirito, nei piani del tecnico, ma che potrebbe essere anche tattica. L’allenatore ha infatti provato anche il 4-3-3 con Andrea Belotti punta centrale, ma ogni decisione sul Gallo verrà presa soltanto dopo la rifinitura di quest’oggi (non si vuole infatti rischiare un rientro troppo frettoloso dell’attaccante). Se Mihajlovic dovesse optare per il 4-3-3 contro il Cagliari, a perdere la maglia da titolare sarebbe M’Baye Niang. La certezza è che comunque qualcosa dal punto di vista degli uomini, nel posticipo di domenica sera, cambierà per forza.

Le squalifiche di Rincon e Barreca, infatti, costringeranno il tecnico a rivedere a prescindere l’undici titolare uscito con le ossa rotte dal “Franchi”. E se in difesa dovrebbe tornare Molinaro dopo un solo turno di panchina, ecco che a centrocampo ci sarà il rientro di Afriyie Acquah. Il ghanese non vede il campo dal 23 settembre, giorno del derby nefasto che cambiò radicalmente il morale in casa granata. Recuperato all’ultimo per la stracittadina, dopo un problema muscolare, Mihajlovic era stato costretto a buttarlo nella mischia dopo l’espulsione di Baselli, ricavandone pochi risultati in campo ed una nuova grana fuori. La ricaduta costrinse ancora i box il numero 6, tornato arruolabile solo domenica scorsa, quando si accomodò in panchina nella sfida contro la Roma.

Contro i giallorossi e nella trasferta di Firenze il minutaggio non si è spostato dalla voce “zero”, vista la condizione ancora non perfetta. Ma domenica sera arriverà il momento giusto: Acquah si riapproprierà della maglia da titolare che gli manca addirittura dalla sfida contro il Bologna della prima giornata di campionato. Contro il Cagliari servirà un Toro tutto nuovo: Ci manca lo spirito che ci ha contraddistinto lo scorso anno”, ha dichiarato Mihajlovic. Quello spirito di cui proprio Acquah si era fatto portatore nell’ultima parte della stagione scorsa, a partire dalla sfida interna contro l’Inter, forse una delle sue migliori prove in maglia granata. Quello spirito che aveva convinto l’allenatore serbo a non privarsi di lui in estate, quando le voci di mercato si facevano sempre più insistenti. Ora, Mihajlovic si affida alla sua grinta (e se non sorgeranno problemi anche al fiuto del gol di Belotti) per cercare di riprendere il controllo della squadra.


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Tarzan
Tarzan (@tarzan)
4 anni fa

Alleluia. Era ora. Ma andava già fatto almeno contro la Fiorentina. Anche perchè Niang andava lasciato entrare in forma con calma e messo in campo solo quando effettivamente pronto.

bmarco
bmarco (@bmarco)
4 anni fa

Se Miha corregge le cazzate viste finora e fa ripartire la squadra con il piglio giusto, puo’ anche rimanere fino a fine stagione. Il problema e’ che non lo sa fare.

682n
682n (@682n)
4 anni fa

ci sono volute solo 10 partite per capire che era meglio tenerlo fuori!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! un lampo di genio!!!!!!

Bartolomeo Pestalozzi
Bartolomeo Pestalozzi (@hamilton-granata)
4 anni fa
Reply to  682n

L’avrà anche voluto lui, ma se non l’ha tolto finora, oltre che per aspettarlo, sicuramente sarà anche perchè Cairo gli ha imposto di tutelare l’ingente investimento.

682n
682n (@682n)
4 anni fa

lui dice che non si fa’ imporre le scelte da nessuno,ma le sue ultime dichiarazioni smentiscono questo.quindi uno dei tanti a libro paga

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