Torino, le parole di Kamil Glik, ex capitano granata sul Toro

Glik: “Il Toro lo sento ancora mio. Tornare? Se qualcuno chiamasse…”

di Veronica Guariso - 24 Marzo 2020

Le parole di Kamil Glik, ex capitano granata, a cuore aperto sul Torino, club che lo ha accolto nel 2011 rendendolo poi un simbolo

C’è molta preoccupazione, la situazione sta peggiorando.“, queste le prime parole di Kamil Glik, ex capitano del Torino, che a Monaco sta vivendo anche lui una situazione di allerta e in quarantena a causa del coronavirus. L’Italia resta un Paese molto caro al difensore polacco. «In Italia ho vissuto 6 anni bellissimi, è la mia seconda casa nella quale ho lasciato un pezzo di cuore, soprattutto a Torino che purtroppo è una delle città dove c’è più pericolo. L’eseprienza italiana più segnante? Sono state tutte bellissime, ma Torino è una parte di me. Sono stati i 5 anni più importanti della carriera. Indimenticabili. Al Toro sono ancora legato: il granata lo sento mio. In città ci torno spesso e sento tanti amici, come i miei ex compagni Moretti, Baselli e Belotti, conosco Sirigu perché ci siamo incrociati in Francia. Non ho mai perso i contatti con il presidente Urbano Cairo: è stata una persona molto importante nel mio cammino umano e professionale“, ha detto alla Gazzetta dello Sport.

L’ex capitano del Toro: “Bilbao è i ricordo più bello”

Ancora sul Toro: “Il mio ricordo più bello in granata? Impossibile decidere, dall’ultima in B col Modena ai derby ai miei gol. Ma se devo scegliere, prendo l’impresa di Bilbao: abbiamo scritto una piccola pagina del ricco libro di storia del calcio italiano. Il Torino è cresciuto tantissimo come società. Oggi è uno dei club più sani in Serie A, con un grande progetto e tifosi unici. Quando arrivai eravamo in B, c’erano problemi importanti: aprimmo un ciclo, crescemmo tutti, giocatori e società. Nei 4 anni successivi alla mia partenza il club ha fatto altri passi in avanti. Sulla carta il Toro di oggi è più forte del nostro. Noi facemmo la differenza grazie al gruppo, tant’è che abbiamo una chat in cui con mister Ventura, Gazzi, Vives, Padelli e gli altri ci sentiamo ancora.

Poi sul Toro attuale e le sue difficoltà: ” Non essendo nello spogliatoio è difficile dire cosa è successo. Forse si sono pagate le tante cose accadute in estate, dal ritiro dimezzato alla delusione di uscire dall’Europa League fino alle storie con Nkoulou. Sono quei dettagli che possono fare la differenza: lì qualcosa si sarà incrinato. Ci sono gli stessi giocatori arrivati ai preliminari europei un anno prima: questo Toro è forte, si riprenderà quando si tornerà a giocare. Ritornare? Sicuramente l’Italia mi piace tantissimo. Se qualcuno mi chiama se ne può ragionare…“.

Glik: “Essere del Toro significa far parte di una comunità, va oltre il calcio”

Sul significato che il club granata ha per lui: “Non è un club normale, è speciale. È un pezzo della storia, è qualcosa in più. Te ne accorgi di più vivendo all’estero. A Montecarlo tanti italiani mi fermano e mi dicono: “Kamil, io sono del Toro”. L’esperienza del 4 maggio e di Superga? Una delle più intense della mia vita, i miei 4 maggio li ricordo tutti. Finché non vivi quel giorno non puoi coglierne il significato. Quando arrivavano i giocatori nuovi gli spiegavo che c’è una storia e una tradizione che coinvolge migliaia di persone. Ma solo vivendo il 4 maggio, quando lo senti sulla pelle, ti accorgi che essere del Toro significa far parte di una comunità, va oltre il calcio“.

E poi sull’Europeo rinviato e la Serie : “L’Europeo rinviato? Inevitabile. Si sarebbe giocato in più città di più Paesi aumentando troppo i rischi. Non avrebbe senso a porte chiuse». La Serie A? La guardo in tv ogni weekend, provoanon perdermi le partite del Toro. La Serie A è iltop, il vostro calcio è meraviglioso per storia e qualità. Mi fa piacere che da voi giochino tanti amici: ai miei tempi non era così, fui uno dei primi polacchi a venire in Italia“.

Ventura e Glik
Ventura e Glik, Torino Fc

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urto (andrea)
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urto (andrea)

mah…ti hanno già detto che non rinnovano?