“Ho urlato i nomi, dovevano sentirli in cielo”: su Focus lo speciale sul Grande Torino

di Andrea Flora - 2 Maggio 2019

Grande Torino, su Focus il 4 maggio serata-evento per ricordare la tragedia di Superga: interverranno anche il presidente Cairo e il capitano Belotti

Su Focus la sera del 4 maggio andrà in onda una serata-evento dedicata al 70esimo anniversario dalla tragedia di Superga e dedicata al Grande Torino. In uno speciale realizzato dalla redazione di Sport Mediaset dal titolo: “Gli Invincibili: il sogno spezzato – 70 anni di passione e orgoglio”, sono stati intervistati anche il presidente del Torino Urbano Cairo e il capitano Andrea Belotti. Il Gallo ha parlato del carico emotivo e di responsabilità che si vive nell’essere il capitanto del Torino: “Essere Capitano del Torino è motivo d’orgoglio, soprattutto nella giornata del 4 maggio. Descrivere quello che si prova a Superga è molto difficile, perché si crea una magia particolare. Quando arriviamo ci sono sempre migliaia di persone e davanti alla lapide c’è posto per pochissimi. Ma la cosa che colpisce di più è il rispetto e la compostezza di tutti, il religioso silenzio. Leggere i nomi delle 31 vittime, di fronte a tutte quelle persone, è una grande emozione”.

Grande Torino, Cairo: “Grande responsabilità da presidente”

Il Gallo Belotti nel raccontare quello che si prova ad essere il Capitano del Torino parla della sua prima volta a Superga da capitano: “La prima voltaè stata nel 2017, lo ricordo come se fosse ieri. I nomi non li ho letti: li ho proprio urlati. Volevo che mi sentissero fin lassù, nel cielo”.

E’ intervenuto alla realizzazione dello speciale di Focus anche il presidente Cairo: “A 70 anni dalla tragedia di Superga è una responsabilità essere presidente del Torino, il “Grande Torino” è stata una squadra assolutamente inarrivabile, fatta da giocatori invincibili, che ha vinto cinque scudetti di fila e che avrebbe probabilmente continuato a vincere. Il “Grande Torino” ha regalato un senso di rinascita dopo la Seconda Guerra Mondiale. Era un momento positivo per l’Italia, un momento di ripartenza e di ricostruzione. Il “Grande Torino” ha donato un senso di forza, di bellezza e di qualità incredibile. Oggi i tempi sono molto cambiati, cercare di essere all’altezza di qualcuno che ha fatto cose straordinarie, dà un forte senso di responsabilità”.

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