Gravina: "Sì ai playout come piano B: le retrocessioni ci saranno" - Toro.it

Gravina: “Sì ai playout come piano B: le retrocessioni ci saranno”

di Francesco Vittonetto - 22 Maggio 2020

Il presidente della Figc Gravina in un’intervista a Repubblica: “Campionati a termine regolarmente, altrimenti via a playoff e playout”

L’unica cosa che Gabriele Gravina, presidente della Figc, proprio non ha in programma è eliminare le retrocessioni in Serie A, B e C: che sia attraverso la conclusione regolare del campionato – come auspicabile dopo il Consiglio Federale e le promettenti interlocuzioni con Spadafora -, via playout o tramite algoritmo (extrema ratio), tre compagini dovranno dare l’addio alla massima serie per la prossima stagione, e lo stesso succederà in cadetteria e nella Lega Pro. Lo si legge nell’intervista rilasciata a Repubblica dal numero uno del calcio italiano: “Se le condizioni sanitarie lo consentiranno, i campionati devono essere portati a termine regolarmente. Altrimenti procederemo a introdurre play-off e play-out con la partecipazione di tutti i club divisi per fasce di classifica. Solo come ultima istanza, se non sarà possibile riprendere, potremmo individuare un criterio oggettivo, secondo un algoritmo, per la definizione delle graduatorie, ma sempre con promozioni e retrocessioni”.

Gravina: “Serie A, proposto il 13 giugno per la ripresa”

Insomma, il Torino la salvezza dovrà sudarsela sul campo. Anche perché, spiega Gravina: “Le competizioni si concludono in base al merito sportivo, se qualcuno pensava di derogare è rimasto deluso”.

Sulla ripresa del campionato, il capo della Federcalcio conferma: “La Lega Serie A ha indicato il 13 giugno come data per la ripresa. Aspettiamo l’incontro con il Ministro Spadafora il 28 maggio per capire se e quando potremo fissare una data che in tanti aspettano: i tifosi, gli addetti ai lavori e le decine di migliaia di lavoratori dell’indotto che vedono i propri posti di lavoro a rischio”.

AIC, sciopero dei calciatori e stipendi: la replica della Figc

In ballo, però, c’è ora la diatriba con l’Assocalciatori sul taglio degli stipendi. L’accordo tra le parti non c’è, e il sindacato aveva acceso la miccia nei giorni scorsi con un comunicato al vetriolo – e una poco velata minaccia di sciopero – in cui si affermava che i nuovi criteri di iscrizione ai campionati permetterebbero ai club di pagare ai tesserati solo gli emolumenti di maggio.

Così replica Gravina: “Sarebbe paradossale pensare a uno sciopero dei calciatori oggi che il Paese cerca di ripartire. Noi non abbiamo autorizzato i club a non pagare, sarà il Collegio arbitrale a decidere sui contenziosi relativi agli stipendi. I lavoratori di altri settori sono nelle stesse condizioni, perché i calciatori dovrebbero avere aiuti ulteriori?”.