L’attaccante parla in un’intervista: “Mai un’accoglienza bella come qui. Bello giocare con giocatori forti come Belotti; il derby volevo vincerlo”

Iago Falque si racconta in una lunga intervista a Sky Sport e parla, ovviamente, della sua esperienza in granata. Parole al miele per il Toro e i suoi tifosi: “La città è bellissima, mi trovo benissimo e poi qui è successa una cosa che non mi era mai capitata da altre parti: dal primo giorno in cui sono arrivato i tifosi mi hanno accolto in maniera speciale, non ho mai sentito la stima che sento qua. Loro apprezzano molto quei giocatori che corrono e danno tutto sul campo e io penso di essere quel tipo di calciatore: nel bene o nel male in campo lascio tutto quello che ho”. La forza della squadra è anche e soprattutto (visti i 26 gol in tre) nel suo tridente: Con Belotti e Ljajic il rapporto è fantastico e giocare al fianco di due forti come loro è stupendo; uno fa fare gol all’altro e così via. Quando hai vicino calciatori di grande qualità, come anche Baselli o Benassi, alla fine è tutto più facile: ti mandano più semplicemente in porta”.

CAMPO, 25.9.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 6.a giornata di Serie A, TORINO-ROMA, nella foto: Iago Falque segna gol 2-0
CAMPO, 25.9.16, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, 6.a giornata di Serie A, TORINO-ROMA, nella foto: Iago Falque segna gol 2-0

Non poteva mancare un cenno a mister Mihajlovic: “Prima delle partite ci chiede sempre di giocare con tanto coraggio. Sul momento migliore di questi primi mesi in granata Falque non ha dubbi: “La doppietta contro la Roma è stata bella e anche importante a livello personale”. E poche indecisioni anche su quello peggiore: La cosa che più mi sarei aspettato era vincere questo derby. In squadra lo avremmo voluto tutti e nell’ambiente c’era tanto entusiasmo; sarebbe stato il modo migliore di chiudere questo bel 2016 per la squadra e per me”. E proprio dalla stracittadina arrivano i due avversari che più lo hanno impressionato: “La marcatura di Alex Sandro è stata la più difficile, mi ha messo in difficoltà anche in fase di copertura. Ma il giocatore più forte della Serie A, per me, è Pjanic con cui mi sono allenato alla Roma: è diverso da tutti gli altri”.

Spazio anche al passato e al suo approdo in Italia, nella Primavera della Juventus: “E’ stato un momento difficile, ma importante nella mia vita. Sono venuto a vivere a Vinovo con mio nonno senza conoscere la lingua, è stato molto complicato. Il Genoa poi segna il suo ritorno nel calcio italiano, segnato in seguito dal passaggio alla Roma: “L’anno a Genova è stato bellissimo, ho fatto 13 gol e poi è stata bella la fiducia che mi ha dato la società a portarmi lì senza che io avessi fatto niente professionalmente. Roma è stata un’esperienza molto intensa con i primi tre mesi molto belli e gli altri sei, invece, difficili, ma sono cresciuto molto”. Il presente, però, si chiama Toro e il 2017 granata è ancora tutto da vivere.


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kobayashy
kobayashy
4 anni fa

Allora forse non mi sono spiegato bene Che il centrocampo sia migliorabile non c’è ombra di dubbio, ma da qui a dire che hanno completamente deluso ce ne passa, poi un’altra cosa: se veramente fosse così, credereste che Miha non li avrebbe silurati, lui non si lamenta dei due, ma… Leggi il resto »

tore110
tore110
4 anni fa

Sarò noioso ma lo dico e lo ripeto , Cairo ha oggi lo stesso potere economico di De Laurentiis , forse oserei dire anche un qualcosa in più . C’e’ una grossa differenza però , il presidente partenopeo è il primo vero tifoso appassionato di calcio , Cairo no ,… Leggi il resto »

universogranata
universogranata
4 anni fa

I primi 5 anni del presidente Cairo sono stati un bagno di sangue, furono acquistati giocatori che avevano ormai finito o erano al capolinea della loro carriera. Errori che produssero perdite economiche e risultati sportivi “deludenti” che il presidente onorò pagando di tasca sua. Oggi pochi ricordano, lo scrivo con… Leggi il resto »

Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
4 anni fa

Ha perso un mondo di entusiasmo ma molti erano quelli che avevano visto il TORO e speravano di riuscire a rivederlo prima di morire. Io ci sono ancora ma con questo capo il TORO non lo rivedrò.

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