La Corte Sportiva d’Appello ha sì respinto il ricorso della Lazio, ma ha anche stigmatizzato il comportamento del Torino: le motivazioni

Lazio-Torino si dovrà giocare, come stabilito dalla Corte Sportiva d’Appello, che si è espressa rigettando il ricorso dei biancocelesti. Ma il club granata ha subito comunque, nelle motivazioni della sentenza, una dura reprimenda da parte dell’organo di giustizia sportiva. Si legge nel dispositivo: “Non vi è dubbio che la Società F.C. Torino S.p.A. abbia tratto profitto dal provvedimento adottato dall’autorità sanitaria torinese, peraltro, su richiesta della stessa Società granata. Al proposito, non può che richiamarsi, ancora una volta, il principio secondo il quale “il fine ultimo dell’ordinamento sportivo è quello di valorizzare il merito sportivo, la lealtà, la probità e il sano agonismo”. Tale principio non dovrebbe mai essere vanificato, neppure nella presente situazione di emergenza sanitaria”.

Lazio-Torino: le motivazioni della sentenza

La Corte continua, commentando l’agire del Toro: “Comportamenti che, nel caso della Società F.C. Torino S.p.A., sembrano finalizzati, invece, all’unico fine di ottenere, nelle ipotesi di calciatori risultati positivi al COVID-19, il rinvio della disputa delle gare che potrebbero essere, tranquillamente, disputate, atteso, peraltro, il consistente numero delle rose di calciatori a disposizione delle Società professionistiche”.

E ancora: “Comportamenti, questi ultimi, improntati ad una sorta di “furbizia” che non sono, in alcun modo, in linea con i principi di lealtà, probità e correttezza che devono, invece, sempre ispirare chi partecipa a competizioni che, sebbene abbiano natura professionistica, riguardano sempre un gioco, o meglio un “giuoco” per ricordare la parola ricompresa nella definizione della Federazione”. Pur stigmatizzando il comportamento del Torino, il provvedimento conferma però la decisione del Giudice Sportivo, poiché la Corte non può pronunciarsi sulla legittimità di atti amministrativi come quello con cui l’Asl fermava il gruppo squadra granata fino alle 23.59 del 2 marzo (la gara era fissata alle 18.30). Tale provvedimento, che desta “più di una perplessità” nei giudici, resta dunque insindacabile: la partita si dovrà giocare. Ma la Lazio ricorrerà al Collegio di Garanzia del Coni.

Davide Vagnati e Urbano Cairo
Davide Vagnati e Urbano Cairo
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ultimo aggiornamento: 30-03-2021


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mas63simo
mas63simo (@mas63simo)
8 mesi fa

Rispondo educatamente alla Corte citando una scena di un film di Verdone: ” MA VA A CAGHEEE !”😂

Ultrà
Ultrà (@ultra)
8 mesi fa

Ci manca solo che quattro cogli0nazzi ficchino il naso nelle Asl…a proposito con l’Asl di Napoli…nessuna perplessità? in sintesi…loro pagano i laboratori…noi paghiamo l’Asl…Complimenti!

Policano
Policano (@policano)
8 mesi fa

il principio secondo il quale “il fine ultimo dell’ordinamento sportivo è quello di valorizzare il merito sportivo, la lealtà, la probità e il sano agonismo”. Infatti nella gara di andata la lazie ha rispettato il suddetto principio convocando e facendo giocare suoi tesserati col COVID. Sistema calcio sempre più vergognoso.… Leggi il resto »

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