Il 10 granata è stato tra i protagonisti della vittoria per 7-1 sul Trapani: assist e giocate illuminanti per uno dei fari di un Torino ambizioso

Chiamatelo fantasista, trequartista, numero 10. Oppure chiamatelo semplicemente Adem Ljajic. Nel Torino targato Mihajlovic, volume due, il serbo sembra avere tutta l’intenzione di prendersi la scena. E la sfida contro il Trapani ne è stata una prima, illuminante, dimostrazione. Nel 7-1 con cui i granata si sono agilmente sbarazzati della compagine siciliana, l’ex Inter ha esposto sul rettangolo verde tutte le qualità in suo possesso. Visione di gioco, dribbling, tiro, precisione: il repertorio del Ljajic versione 4-2-3-1 è ricco ed imprevedibile. La manovra offensiva passa per larghi tratti dai suoi piedi, traendone spesso e volentieri concreto giovamento. Gli assist confezionati alla fine sono tre: per la prima rete di Belotti, per la manita di Obi e per il gol di Falque. Quello per lo spagnolo è un vero e proprio gioiello: pallone controllato sull’out destro, pausa tattica in attesa del movimento giusto, azione convergente verso il centro e inaspettato scavetto d’esterno a servire il compagno che di prima batte Marcone. Certo, l’avversario di gran lunga inferiore non permette eccessive esaltazioni, ma il valore della giocata resta e lancia segnali importanti in vista del campionato, ormai alle porte.

“Ljajic in quel ruolo al centro del campo è importantissimo, può fare tutto. Parole al miele, quelle di Mihajlovic nei confronti del suo connazionale. Dichiarazioni che dimostrano la centralità assunta dal classe ‘91 nel progetto Toro. Del resto è stato il campo a dimostrarlo. Più volte nel corso del match il venticinquenne di Novi Pazar ha tenuto le redini del gioco. Fraseggio con i compagni sulla trequarti, uscite a liberare gli spazi centrali e giocate improvvise a favorire gli inserimenti in area, tanto di Belotti, quanto di esterni e centrocampisti. E se le premesse sono queste, il Toro può ben sperare per il futuro. Stagione complessa, quella che attende i ragazzi di Mihajlovic, con ambizioni europee mai nascoste e colpi di mercato ancora da rifinire. Oltre al Gallo, una certezza potrebbe essere proprio Ljajic che nella prima uscita stagionale ha dimostrato di poter illuminare la squadra con estro ed eleganza. Qualità da fantasista o, più semplicemente, da numero 10.

 


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Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
Vanni(CAIROVATTENE IN BELIZE)
4 anni fa

Da un lato c’è da sperare che non giochi sempre come ieri sera se no a gennaio ce lo portano via. I numeri da altissimo livello li ha, se è continuo…ciao. A meno che bracciamozze gli metta addosso 100 cocuzze di clausola. Ljajic è ancora giovane.

may
may
4 anni fa

Senza considerare la partita di ieri.
Io ero scettico al suo acquisto, l’ho sempre considerato discontinuo, troppo discontinuo.
Ma se vai in “doppia doppia” cifra il tuo l’hai fatto eccome.
Speriamo di confermi come lo scorso anno, magari con un pizzico di continuità in più.

tyler durden 911
tyler durden 911
4 anni fa

Ljaic è un vero talento,un gran piede,intelligenza calcistica sopra la media,peccato che la testa è quella che è ma consoliamoci,avesse anche quella non giocherebbe da noi…

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