Entrambi i tecnici stanno studiando un calcio offensivo come da tradizione dei top club europei: pressing alto e tridente d’attacco

Il faccia a faccia Mihajlovic-Di Francesco sarà una delle sfide più interessanti della partita tra Sassuolo e Torino. I due tecnici sono infatti coetanei (entrambi classe 1969) e hanno maturato un’idea di football di matrice “Europea”, dopo qualche anno di “gavetta” nel calcio italiano.

Entrambi prediligono dare un’impronta offensiva alla propria squadra con il 4-3-3 fondato sul pressing alto, l’uno contro uno e l’imprevedibilità del tridente d’attacco. Un calcio molto in voga tra i top club europei e che sta progressivamente prendendo piede anche nel campionato italiano, tradizionalmente più attento alla fase difensiva.

Mihajlovic e Di Francesco non hanno però avuto lo stesso percorso nella loro carriera di allenatori. Il serbo ha guidato il Bologna, il Catania, la Fiorentina, la Serbia, la Sampdoria e il Milan, prima di arrivare a Torino. Mihajlovic ha spesso adattato la sua filosofia di gioco ai giocatori a disposizione nelle sue squadre; solo con il Torino la sua idea di calcio offensivo è “esplosa”, mostrando un nuovo lato tattico di un allenatore da molti considerato tendenzialmente “difensivista”. Il Torino e Mihajlovic hanno cambiato mentalità e stanno crescendo assieme. Questo Toro non è solo grinta e attributi: la mano dell’allenatore si vede, così come un’idea di calcio propositiva e aggressiva che nella Torino granata mancava da molti anni.

A differenza di Mihajlovic, Di Francesco siede sulla panchina del Sassuolo dal 2011 e in precedenza aveva allenato solo il Lecce (per metà stagione), il Pescara e il Virtus Lanciano, senza mai raccogliere gli stessi risultati. Nel Sassuolo, Di Francesco ha trovato la giusta dimensione e ha potuto proporre liberamente la sua idea di calcio, molto coraggiosa per una squadra alle prime esperienze in Serie A. Il suo Sassuolo ha patito anche momenti di grande difficoltà (come le goleade subite dall’Inter) e in più di un’occasione il suo credo calcistico è stato messo in discussione, tanto da subire anche un esonero nel gennaio 2014. Tuttavia, la lontananza dal Sassuolo è durata molto poco: il suo successore Malesani è stato sollevato dall’incarico dopo aver perso cinque partite su cinque e Di Francesco, due mesi dopo, è ritornato sulla panchina del Sassuolo conquistando la matematica salvezza con una giornata d’anticipo. Nonostante le difficoltà e qualche critica, alla lunga il lavoro del tecnico di Pescara è stato riconosciuto e il Sassuolo è ormai diventata una realtà del nostro campionato. La partecipazione ai gironi di Europa League in questa stagione è stato il giusto premio per il suo coraggio.

Domenica si affronteranno da avversari per una sfida che promette spettacolo. Due giovani allenatori, che hanno conquistato la propria “posizione” con lo studio, il lavoro e la sicurezza nelle proprie idee. Due allenatori che possono ancora dare tanto al calcio italiano.

 

 


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Zappology
Zappology
5 anni fa

Io ho avuto il piacere di conoscere Di Francesco di persona, quando ancora giocava nella Roma. Più che altro lo conobbe mio padre, per motivi che non sto qui a raccontarvi. Io lo incontrai un paio di volte. Persona gradevolissima, addirittura mi portò una maglia del Toro. Stagione infausta 1999/2000,… Leggi il resto »

fringomax
fringomax
5 anni fa

Sì effettivamente si sono montati un po’ troppo la testa

GlennGould
GlennGould
5 anni fa

Niente da dire sul valore del tecnico. Ma le cose si fanno, oltre che dichiararle. A settembre il loro presidente ha dichiarato di puntare la Champions, quest’anno, il loro allenatore ha dichiarato che in Europa sarebbero stati protagonisti. Ed al momento, la situazione parla da se. Meno chiacchiere, più modestia… Leggi il resto »

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