Marko Pjaca ha rilasciato un’intervista alla tv ufficiale del club granata toccando diversi temi tra cui la sua infanzia

Marko Pjaca ha parlato alla tv ufficiale del Torino nel format “a tu per tu con…” Il trequartista croato ha iniziato la prima parte dell’intervista parlando della sua infanzia e in merito ha raccontato: “Ero un bambino molto vivo con tanta energia al quale gli piaceva sempre lo sport. Giocavo sempre a calcio, a basket o qualsiasi altra cosa, i miei genitori sapevano da subito che avrei fatto uno sport ma all’inizio non si sapeva che avrei scelto il calcio. I miei genitori e anche le mie sorelle hanno sempre fatto sport quindi era naturale che lo facessi anche io. Da bambino piangevo poco, avevo un carattere forte. Le mie sorelle sono più grandi e facevano tutto quello che c’era da fare per me se non c’era mia mamma a casa. Se doveva fare qualcosa a casa per la scuola mi aiutavano, per me non poteva essere meglio. Io vivevo a un quarto d’ora dal centro di Zagabria. Ho avuto un’infanzia molto tranquilla, andavo a scuola lì”.

Pjaca: “La mia esultanza? Una scommessa con gli amici e poi è rimasta”

Pjaca ha poi proseguito l’intervista parlando della sua esultanza e spiegando: “La mia esultanza non è legata a qualcosa di quando ero bambino. Ma era una scommessa tra amici quando ero ancora alla Dinamo e avevo detto che avrei fatto questa esultanza quando avrei fatto il prossimo gol e poi è rimasta. Quando ho iniziata a farla avevo 19/20 anni. A scuola quando ho iniziato a giocare si vedeva già che ero forte. Al mare c’era un buco dove dovevi mettere la palla, sono andato un paio di giorni di continuo e ho sempre messo colpito dentro e mi hanno regalato 5/6 maglie ogni giorno. Cerco di essere sempre positivo e di ridere tanto però quando ci sono delle cose da fare sono abbastanza serio, magari in campo sono molto serio con la faccia arrabbiata però nella vita cerco sempre di essere positivo e tranquillo. La disciplina conta tanto, senza la disciplina puoi diventare forte però se vuoi rimanere a certi livelli devi avere la disciplina secondo me. Ormai i calciatori non possono permettersi di non essere disciplinati e molto concentrati sul lavoro. Io non mi pongo obiettivi voglio giocare con continuità e aiutare la squadra”.

“Torino? Simile a Zagabria”

In seguito Pjaca ha parlato del suo rapporto con lo sport, con la scuola e di quello con sua moglie: “Le mie sorelle facevano pallavolo e nuoto sincronizzato. Mio papà faceva la lotta e mia mamma judo. Io guardavo tanto il calcio mi piaceva molto e ho scelto quello. A scuola la mie materie preferite erano storia e ginnastica. Se non avessi fatto il giocatore probabilmente avrei giocato a basket”. Sulla moglie ha detto: “Vivo con mia moglie, viviamo insieme da tre anni. Lei è una parte della mia vita come lo sono i miei genitori e le mie sorelle. Secondo me, poi dipende dalle persone, quando non hai una compagna o una moglie ti distrai, vuoi uscire e vuoi fare festa”. Infine sulla città di Torino ha dichiarato: ”Secondo me è abbastanza simile a Zagabria, come abitanti e come grandezza siamo lì. Ci sono tante cose da fare, tantissimi ristoranti e cose da fare. Secondo me è una città che ti dà tutto quello che devi avere. In Italia tutti i giorni della settimana si parla di calcio e qua c’è molta pressione”.

Marko Pjaca
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ultimo aggiornamento: 19-01-2022


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tric
tric
5 mesi fa

Ha un tipo di gioco piuttosto monocorde e non tende a difendere. Penso che Brekalo sia più utile alla causa, almeno per ora.

Jones
Jones
5 mesi fa

ok se non fosse spesso infortunato non sarebbe ora al Toro,ma se mai risolvesse questi problemi sarebbe un colpo grandioso a quel prezzo,putroppo abbiamo visto che a noi capita proprio il contrario,riscatto rischioso

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