Il difensore: “Il mio contratto col Torino è stato risolto perché il club ha scelto di incassare i soldi dell’assicurazione, era un loro diritto”
Intervistato da De Telegraaf, Perr Schuurs ha parlato per la prima volta dopo la rescissione del contratto con il Torino. L’infortunio, i problemi riscontrati dopo la prima operazione, le stampelle utilizzate per quattro mesi e non per quattro settimane, e tutto quello che ne è scaturito. Spazio anche per un paio di retroscena legati alla sua rescissione e al mancato passaggio in nerazzurro.
La mancata cessione all’Inter
“L’estate precedente all’infortunio – racconta il difensore – avevo raggiunto un accordo con l’Inter per un contratto di cinque anni, ma il club non aveva trovato l’intesa con il Torino. Anche il Crystal Palace e il Tottenham volevano concludere l’affare e pagare di più. Loro offrivano 35 milioni di euro, l’Inter 30, il Torino ne chiedeva almeno 40. Si era creato uno stallo e quel mancato trasferimento mi ha causato frustrazione. E la sento ancora”.
Schuurs: la prima operazione
“Il recupero dall’infortunio sembrava molto semplice: mi aspettavano nove mesi di riabilitazione. Dopo l’operazione a Bologna sembrava che fosse andato tutto bene, ma dopo una settimana ho avuto una reazione nella parte esterna del ginocchio. Morivo dal dolore. Invece di 4 settimane, ho camminato con le stampelle per 4 mesi. A quel punto sono scattati tutti i campanelli d’allarme. Rimaneva del liquido nella parte esterna dell’osso. Ho visto i migliori ortopedici di Inghilterra, Francia, Italia e Olanda. Ma la causa dei disturbi non è stata trovata. Il legamento crociato era stato sostituito e tutte le altre parti del ginocchio erano a posto. Tutti gli esperti dicevano all’unisono la stessa cosa: che l’operazione era stata eseguita bene. Mi hanno fatto risonanze magnetiche, TAC, scansioni 3D… Potevano semplicemente guardare dentro il mio ginocchio. Pensavo: ora devono trovarlo. Ma nemmeno allora sono riusciti a scoprire la causa.
Il secondo intervento
“Mi hanno fatto un 2° intervento in artroscopia in cui hanno aggiunto un piccolo legamento, per garantire ancora più solidità e stabilità. Prima avevo chiesto se potessero controllare se ci fossero danni alla cartilagine. Ne avevo paura, perché la tua carriera può finire in un colpo solo. Fortunatamente non era così. Ma il dolore continuava. Ero passato dall’apice della mia carriera e dalla fase più bella della mia vita privata nel baratro più profondo, di cui non sapevo nemmeno l’esistenza. Il calcio è la mia vita; quando ti infortuni e finisci in una situazione senza via d’uscita, vieni lapidato mentalmente. Se oggi mi dicessero che non posso più giocare a calcio, riuscirei ad accettarlo più facilmente. Anche per questo si lavora con uno psicologo. Non si tratta solo delle cose che vorresti sentire, ma anche della realtà”.
La depressione
“Avevo crisi di pianto e rabbia smisurata. Una sera, quando davvero non ce la facevo più, ho detto alla mia ragazza: “Dormi bene e spero di non svegliarmi più”. Non ho mai pensato di togliermi la vita, però, ma per due anni non sono stato me stesso. E proprio la fidanzata lo ha aiutato ad uscire da questo terribile momento: “Ha capito che avevo bisogno di un aiuto professionale immediato e ha dato l’allarme. Abbiamo cercato d’urgenza uno psicologo, cosa che non avrei mai pensato di dover fare”.
La risoluzione col Torino
“Il mio contratto col Torino è stato risolto perché il club ha scelto di incassare i soldi dell’assicurazione. Era un loro pieno diritto. A parte il fatto che all’epoca il club ha scelto di non cedermi all’Inter, il Torino si è sempre comportato bene con me. Mi hanno continuato a pagare lo stipendio per due anni, mentre dopo sei mesi avrebbero dovuto pagare solo la metà. Dopo tanto tempo sembra che avessi trovato l’origine del mio dolore: a quanto pare, in sintesi, il problema era che il controllo sul ginocchio non era corretto. Sono ormai settimane che non ho più dolore e mi sento sempre meglio. Ho riunito intorno a me un team di specialisti della riabilitazione e mi sto concentrando sull’obiettivo di essere in perfetta forma a fine giugno. Poi cercherò una squadra. Un nuovo legamento crociato diventa sempre più forte col passare del tempo. Dopo la mia lunghissima riabilitazione, quel legamento è solido come una roccia”.

Ti rispetto tantissimo e spero che tu esca finalmente dal tunnel, ma “quel mancato trasferimento all’Inter che ancora ti provoca frustrazione”, cose che nel calcio -TDC a parte- sono abbastanza comuni, cozza un po’ con “sarò per sempre uno di voi!”.
Infatti, sarebbe stata solo l’ennesima plusvalenza del nano,era già stato venduto,poi purtroppo, è arrivato l’infortunio.
C’era chi assicurava il tuo rientro in autunno 2025. Gente che ne sa. Purtroppo la dannosità del Re Mida di Masio, colui che ciò che tocca si trasforma in mer.da, ha colpito anche te.
Vaganti è un finto ds, un incapace come TDC ma con Schuurs ha fatto un grande acquisto perché Schuurs si è dimostrato un gran giocatore ed una grande persona. TDC l’avrebbe sicuramente venduto come ha sempre fatto con tutti i giocatori bravi per prendere soldi. Spero che Schuurs torni a… Leggi il resto »