Con gli arrivi di Vlasic e Miranchuk, oltre a quello di Radonjic, per Seck si alza il livello della concorrenza sulla trequarti campo

Preservato all’approdo in granata da Juric, qualche sgambata a obiettivi stagionali ormai sfumati, fino a entrare per cause di forza maggiore nel giro dei titolari. Più o meno si può riassumere in questa maniera la cronistoria dei sette mesi trascorsi a Torino da Demba Seck. Da gennaio, Juric gli aveva concesso soltanto undici minuti in due mesi, per poi premiarlo della titolarità con lo Spezia e utilizzarlo in altre tre occasioni a partita in corso. Nel precampionato il suo nome si è issato nelle gerarchie. I meriti in parte suoi, ma soprattutto dettati dalle dolorose partenze che hanno riguardato la trequarti campo. Tutti i giocatori in prestito non sono stati riscattati, lui era l’unico di proprietà del Toro e per forza di cose Juric lo ha dovuto svezzare prima del previsto. Un gol nell’amichevole col Trabzonspor, per poi figurare nuovamente nell’undici titolare anche quando si iniziava a fare sul serio.

Seck, contro il Palermo promosso a metà

Col Palermo, ha giocato nuovamente al fianco di Radonjic, nel duo dietro l’unica punta Sanabria. Nel confronto col serbo, Seck è però sembrato il brutto anatroccolo. Mentre l’altro con qualità e imprevedibilità ha mandato in tilt la difesa siciliana, il senegalese ex Spal ha dato ancora qualche segnale di immaturità. Specie nel primo tempo. Nella ripresa, con la partita messasi in discesa per buoni meriti del duo serbo Lukic-Radonjic, ha mostrato qualche spunto interessante. Le caratteristiche sono quelle che hanno impressionato nelle apparizioni nel finale dell’annata scorsa. In velocità, negli uno contro uno, diventa difficile tenerlo. Una spina nel fianco, quando si accende. Gli manca ancora cattiveria, il gol. Lui stesso, in un’intervista rilasciata qualche settimana fa, ha ammesso di concentrarsi proprio su questa lacuna. Juric, con cui c’è un ottimo rapporto, non può permettersi di essere granché paziente. Il mercato si sta piano piano muovendo e Seck finirà quasi certamente fuori dall’undici titolare.

Dopo Monza tocca a Miranchuk

Miranchuk ha un altro curriculum e qualità che ora lo vedono nettamente avanti nelle gerarchie. Molto probabilmente l’inserimento del russo non avverrà fin da subito. Difficile vederlo in campo già a Monza, dove i granata faranno il loro esordio in campionato. Il tecnico inizierà la stagione con i suoi adepti. Con chi non ha bisogno di una fase di ricognizione prima di assumersi responsabilità creative nell’attacco granata. Sarà dunque ancora Seck a fare coppia con Radonjic, l’altro giocatore la cui titolarità viene messa in pericolo dalle ultime di mercato, con l’arrivo di Vlasic. Sul vestito che indosserà il Toro nelle battute successive, molto dipenderà anche dai referti del campo. La sensazione è che il ballottaggio coinvolga più Vlasic e Radonjic che i trequartisti del versante sinistro, in cui Miranchuk svetta per esperienza internazionale e qualità. Per Seck sarà molto probabilmente un ultimo assaggio di titolarità, prima di ritornare a lavorare su una crescita capillare, al servizio di Juric, che ha dimostrato di avere fiducia nelle sue caratteristiche sia tecniche che umane.

Demba Seck e Francesco De Rose in Torino-Palermo 3-0

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Cup
Cup
5 mesi fa

È giovane e deve imparare. La tecnica c’è, ma va sgrezzata. Juric non lo ha ripudiato, è questo significa qualcosa. Il punto è come farlo crescere, se con noi, tanta panca ma anche compagni da cui può apprendere, o in una neopromossa o serie b, più campo ma meno insegnamenti.… Leggi il resto »

GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
5 mesi fa

Nessuno spazio ridotto, ma anzi minori responsabilità, minori pressioni, e gente brava intorno da cui imparare Può tra l’altro subenrare negli ultimi 15/20 minuti a difesa avversaria più stanca e pertanto trovare più facilità intanto che si forma Poi migliorerà,crescerà, diventerà forte questo non lo so. E come non lo… Leggi il resto »

rimbaud
rimbaud
5 mesi fa

Due sono le strade o rimane e si allena come un pazzo sotto la guida di Juric senza fiatare (un po’ come fatto da Bremer all’inizio) oppure va in prestito magari in una squadra che lotta per la promozione. Poi sicuramente Juric saprà valutare quello che è meglio per lui.… Leggi il resto »

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