Thiago Motta dalla rissa di Torino-Genoa 2009 alla salvezza 2019/2020

Toro, ti ricordi Thiago Motta? Dalla rissa del 2009 all’obiettivo salvezza

di Giulia Abbate - 27 Novembre 2019

Nel 2009 scatenò la rabbia del Toro di Camolese sfociata in rissa: Thiago Motta sabato ritroverà i granata per puntare alla salvezza

Nel 2009 il Toro si giocava le ultime chance di salvezza mentre il Genoa rincorreva a grandi passi la Champions League. Obiettivi falliti entrambi, con i granata retrocessi a fine stagione e il Grifone che “cede” il suo posto nell’Europa dei grandi alla Fiorentina. Obiettivi che, in un certo senso, si ribaltano quest’anno: sabato pomeriggio, infatti, le due formazioni torneranno ad affrontarsi in quel di Genoa per strappare tre punti che nell’economia di una stagione cominciata, per entrambe, nel peggiore dei modi posso pesare come macigni. I granata, dalla loro parte, sono obbligati a vincere. Vincere per cercare di scacciare i fantasmi di questa prima parte di campionato, vincere per rimettersi in carreggiata e cercare di non buttare alle ortiche l’intera annata. Dall’altro lato, invece, il Genoa continua ad essere invischiato nella lotta per la salvezza e non può permettersi passi falsi ulteriori. Anni diversi e obiettivi diversi, dunque, che hanno però un solo filo conduttore: Thiago Motta.

Thiago Motta e quella rissa nel 2009: una giornata da dimenticare

Nel 2009 Thiago Motta non poteva immaginare che a distanza di 10 anni si sarebbe seduto nuovamente sulla panchina del Genoa, da allenatore e con il preciso obiettivo di centrare una difficile salvezza. No, dieci anni fa Motta la maglia del Grifone la vestiva da giocatore: uno dei più rappresentativi di quella stagione. E sicuramente uno dei più “indigesti” per il Toro. Era il 24 maggio del 2009 e sul campo dell’allora stadio Olimpico Toro e Genoa si affrontano per strappare un successo che può regalare ai granata la salvezza, come anticipato, e ai liguri la Champions. La partita finisce però nel peggiore dei modi e non tanto per la sconfitta che, di fatto, costa la retrocessione alla squadra di Camolese (2-3 il finale).

Il protagonista indiscusso è proprio Thiago Motta. Il Genoa segna, vince, esulta e il centrocampista rossoblu pensa bene di andare a muso duro contro la panchina granata zittendo Caomolese e i suoi giocatori. In una partita in cui la tensione si taglia col coltello il pretesto per far scattare la rissa è servito. Al fischio finale i giocatori del Toro aprono una vera e propria caccia all’uomo: inseguono Motta, se la prendono con i giocatori avversari, scattano pugni e schiaffi e per placarli serve l’intervento degli steward. Il Far West, in una partita di calcio, insomma: una decina di minuti di pura follia collettiva che incrinano non solo i rapporti in campo ma anche quelli tra le due tifoserie.

Camolese: “Un giocatore non può permettersi di zittire la panchina avversaria”

Un episodio increscioso che a fine partita fa esplodere anche Camolese. L’allora tecnico del Toro, infatti, non le manda a dire e soprattutto non fa sconti al centrocampista del Genoa: “La rissa nel finale? E’ stata colpa di un giocatore importante del Genoa, Thiago Motta, che ha zittito la nostra panchina. Bisognerebbe sempre ricordarsi il rispetto per gli avversari“.

Rispetto che non c’è stato in quel Toro-Genoa di 10 anni fa, almeno non da parte dell’attuale tecnico del Genoa come spiega Camolese: “E’ chiaro che sono situazioni che non vorremmo vedere ma è colpa del comportamento di Thiago Motta. Anche se un giocatore ha 30 punti di vantaggio sugli avversari, non può permettersi gesti simili. E’ difficile mantenere la calma dopo aver accumulato la tensione per tutta la settimana. Thiago Motta se lo poteva pure risparmiare, come ci potevamo risparmiare tutto quello che è successo dopo“.

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ciribiri
ciribiri
8 mesi fa

Si mi ricordo, che vergogna per un giocatore di quel lvello,,, e mi ricordo anche quante giornate di squalifica presero nostri giocatori, mentre oggi altri (di altra squdra in particolare) non vengno neanche ammoniti….