Il Cagliari è a meno due dal Torino: venerdì alla “Sardegna Arena” sarà sfida salvezza. Nicola, al Filadelfia, martellerà il gruppo

Ci ha pensato Muriel, al novantesimo, ad abbassare di una tacca il volume della tensione. Ieri pomeriggio, in casa Torino, gli occhi erano puntati su Cagliari-Atalanta (finita appunto 0-1: in gol il colombiano nel finale). I rossoblu saranno i prossimi avversari, ma soprattutto sono – attualmente – i principali concorrenti della squadra di Nicola nella lotta salvezza: sardi diciottesimi a 15 punti, granata diciassettesimi a 17, dice la classifica . Il risultato della “Sardegna Arena” ha reso Belotti e compagni consapevoli di un fatto, che quello ottenuto contro il Genoa è stato in fondo un punto guadagnato, poiché ha scavato un solco leggermente più ampio con la zona rossa.

La corsa per mantenere la Serie A passa da Cagliari

Un bene, certo, ma intanto i prossimi quattro del Filadelfia saranno i giorni più lunghi. A prescindere da tutto. Perché, e lo si analizzava su queste pagine, a guardare le tabelle è evidente che in questo momento il Torino debba preoccuparsi innanzitutto di distanziare le ultime tre della classe, Cagliari in primis (e non a caso Di Francesco, tecnico del Casteddu, ha definito la prossima partita “uno spareggio”). Le altre, infatti, sono già più lontane: la Fiorentina è a +5, Benevento, Udinese, Spezia e Bologna a +7.

Nicola, a partire dall’allenamento di questo pomeriggio, martellerà il gruppo. “Siamo sulla strada che ci porterà a percepirci come una squadra che deve salvarsi”, rilevava dopo lo 0-0 di sabato. Ma di strada ce n’è ancora, da fare. Il tempo è poco, invece. E venerdì (ore 20.45), a Cagliari, non saranno consentiti né disequilibri né timori. C’è in palio un pezzo di salvezza: per i tre punti non si può più attendere.

Andrea Belotti of Torino FC speaks with Simone Verdi of Torino FC and Daniele Baselli of Torino FC during the Serie A football match between Torino FC and Genoa CFC.
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ultimo aggiornamento: 15-02-2021


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ardi06
ardi06 (@ardi06)
9 mesi fa

Stessa cosa per quanto riguarda il pressing, noi lo facciamo con i due attaccanti, al massimo con un altro giocatore, e le marcature lasciano sempre metri al giocatore avversario di turno che deve iniziare a costruire l’azione, viceversa fanno le altre squadre, oltretutto siamo sempre in ritardo sulle seconde palle,… Leggi il resto »

ardi06
ardi06 (@ardi06)
9 mesi fa

Lasciando perdere tatticismi, tipo di formazione ecc, io ho notato tra tutte le squadre di serie a, qualcosa che il Toro non fa; le altre attaccano e difendono in tanti, con coperture preventive, salgono e scendono insieme e velocemente, in una parola noi non corriamo

Tor0Granata
Tor0Granata (@tor0granata)
9 mesi fa

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