Dopo il poco spazio trovato in Nazionale, Andrea Belotti si rituffa nel Torino. E in campionato arriva la “Dacia Arena”, terra di prodezze

Sembra illuminarsi, il Torino, quando a segnare è Andrea Belotti. Il pallone termina in rete, il sorriso fa capolino sul volto segnato dalla fatica, la cresta si alza. Un film già visto 55 volte in Serie A, un film che continua ad appassionare. Perché in quella corsa forsennata e travolgente c’è la voglia di un bambino che mai ha smesso di amare alla follia questo sport. E allora non è un caso se proprio dei più piccoli il Gallo è diventato idolo indiscusso. Un film già visto, dicevamo: a maggior ragione contro l’Udinese. In primis c’è il Crotone (6 reti), nella personalissima black list del capitano granata, poi il Bologna (5) e, appunto, i bianconeri. Quattro gol in sei partite contro i friulani: un ruolino da bronzo olimpico al tiro al bersaglio.

Torino, Belotti-Udinese: che feeling con il gol

Si tornerà domenica, alla “Dacia Arena”: lì dove Belotti trovò la prima gioia contro l’Udinese. E che gioia. La corsa, questa volta, iniziò dalla trequarti difensiva, dopo un calcio d’angolo dei friulani. Non lo fermò nessuno, con gamba potente e spalle salde arrivò dalla parte opposta per depositare il pallone in rete. Anche Ventura, davanti al capolavoro, alzò la cresta. Una prodezza poi ripetuta sette mesi fa, al “Grande Torino” questa volta: stessa azione di pura potenza, stessa voglia matta di prendersi quel 2-0. Poi davanti c’era la Maratona e, per il Gallo, è sempre speciale arrivare a prendersi quell’abbraccio. Nel mezzo, altre due reti: quella casalinga del 2 aprile 2017 – il colpo di testa del 2-2 – e quella friulana della passata stagione – il tap-in dell’iniziale vantaggio.

Belotti, a Udine dopo un ottimo avvio. Ma in Nazionale poco spazio

Belotti sta bene, il campionato è iniziato su presupposti antitetici a quello sottotono concluso nel maggio scorso. Il bottino di un gol nelle prime tre (quello segnato all’Inter) non preoccupa: d’altronde l’avvio a secco di cannonieri come Higuain, Icardi e Ronaldo testimonia una quiete del nueve di casa non solo a Torino. Per il resto, infatti, si è rivisto un Gallo indemoniato: chilometri su chilometri nei 90’, la solita buona dose di falli subiti e costanti pericoli portati davanti (9 tiri totali – è il sesto della A – dei quali 6 in porta). Fattori forse sfruttati troppo poco da Roberto Mancini, che gli ha concesso appena 40’ tra Polonia e Portogallo, preferendogli dapprima Balotelli, poi Immobile e Zaza. Questione di scelte. Le stesse che farà Mazzarri. Per WM, però, Belotti non si tocca, a maggior ragione dopo la partenza promettente in campionato, a maggior ragione contro l’Udinese.

 


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mas63simo
mas63simo
3 anni fa

Il Gallo è rimasto vittima dei 100 mil. di Cairo. Sicuramente non è un attaccante( in questa squadra )da 25 reti costantemente a campionato , ma non penso neanche quello da 10 che abbiamo visto la scorsa stagione. Diciamo che potrebbe assestarsi tra i 15/20 se imparasse a tirare i… Leggi il resto »

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