Il Torino e la Serie A non incentivano i tifosi ad andare allo stadio. E in più il passato pesa: due anni di delusioni non si dimenticano

Settemilatrentaquattro. Ha destato qualche discussione il dato degli spettatori di Torino-Udinese. Sugli spalti, c’era solo il 33,3% dei tifosi che avrebbero potuto assistere alla partita rispetto alla capienza consentita, che, lo ricordiamo, è il 75% di quella totale a causa delle norme anti-Covid. La squadra arrivava da due vittorie consecutive in casa, contro Genoa e Sampdoria, e sotto la gestione di Juric ha ritrovato spirito e risultati, dopo due stagioni disastrose. Eppure, fin qui, non c’è mai stata la corsa al biglietto. Con due parziali eccezioni: contro la Juventus hanno assistito alla partita 12.073 persone (ma va considerata anche la presenza bianconera) quando ancora la capienza era al 50%, mentre contro la Sampdoria (al 75%) c’erano 13.137 spettatori. Due picchi in una media, non proprio elevata, di 9.052 spettatori per partita. Ma ci sono dei motivi per cui, inevitabilmente, l’attrattiva verso lo stadio è bassa.

Torino, ora niente abbonamenti (neanche mini)

Innanzitutto va considerata la politica dei tagliandi impostata dal club. Andare allo stadio, nella maggior parte delle partite, costa 20 euro in curva Maratona e tra i 25 e i 35 euro nei Distinti e in Tribuna Granata. La società ha sperimentato un mini-abbonamento per le sfide contro Salernitana, Lazio e Juventus (45 euro in curva, tra i 75 e i 90 euro nelle due tribune), ma l’esperienza non è stata replicata. Non c’è al momento nessun escamotage, dunque, per fidelizzare e premiare i tifosi più costanti, al contrario di quanto succede per altre squadre di Serie A, come Salernitana, Cagliari, Venezia, Sassuolo, Fiorentina – che hanno adottato i mini-abbonamenti – o come Empoli, Bologna e Udinese, che hanno lanciato un carnet per tutte le partite in casa.

E i voucher del 2019/2020?

In più c’è la questione dei vecchi voucher concessi agli abbonati della stagione 2019/2020 per rimborsarli delle sette partite a cui non hanno potuto assistere a causa delle norme anti-coronavirus. Alcuni ex abbonati in curva Maratona ci raccontano che il voucher ha un valore inferiore ai 100 euro per gli adulti uomini (più o meno ogni partita persa “valeva” tra gli 11 e i 15 euro) e di circa 60 euro per le donne. Si fa presto a fare il calcolo: se i prezzi in Maratona si assestano sui 20 euro è evidente che gli ex abbonati uomini hanno esaurito o esauriranno il voucher in meno partite rispetto a quelle che hanno perso nel 2020, e ancora peggio è andata alle abbonate, che quasi sempre hanno dovuto pagare il biglietto a prezzo pieno in questa stagione. Non proprio un trattamento di favore.

Il calendario di Serie A disincentiva i tifosi ad andare allo stadio

E poi c’è la questione del calendario deciso dalla Serie A. Il Toro ha giocato spesso, fin qui, in giorni e orari scomodi, soprattutto per chi lavora. Su sette partite in casa, tre sono state fuori dal weekend: una il giovedì alle 18.30 (Lazio), una il venerdì alle 18.30 (Genoa) e l’ultima il lunedì alle 20.45. La prossima, contro l’Empoli – per la quale, è bene ricordarlo, il Toro ha scelto di effettuare diverse promozioni sui biglietti, anche per le donne – si giocherà di nuovo il giovedì alle 18.30. Solo contro la Salernitana, i granata hanno giocato la domenica alle 15.

Due anni di disastri non si dimenticano in fretta

Fin qui le – diciamo così – variabili socio-economiche. Poi c’è tutto il resto. Perché la memoria dei tifosi non è corta e la piazza non ha dimenticato le ultime due stagioni, nelle quali vedere il Toro non solo era una sofferenza – perché la squadra ha avvicinato per due volte la retrocessione – ma era pure, calcisticamente, uno spettacolo ben povero di divertimento. Due anni di delusioni hanno causato disaffezione: non bastano pochi mesi fatti bene, dunque, per invertire il trend e riportare la gente allo stadio.

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ultimo aggiornamento: 26-11-2021


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maurone
maurone
1 anno fa

Inoltre, dimenticato volutamente?, il D’asportazione rifilato dai tifosi alla Società, giusto per carità, ma che certo non aiuta a creare entusiasmo e a riempire lo stadio. In più i continui cori CAIRO VATTENE, che riempiono l’aria di tensione già prima dell’inizio. FORZA VECCHIO CUORE, hai ancora da soffrire!

glicine
glicine
1 anno fa

Un po’ tutto ma in primis perché la gente è stufa di essere presa per i fondelli un po’ come quelli che non vanno più a votare, più chiaro di così!!!!

Alberto Fava ( Gigi Marengo for President ).
Alberto Fava ( Gigi Marengo for President ).
1 anno fa

Teorie, tutte buone .
La mìa? 16 anni di niente.

madde71
madde71
1 anno fa

Gli orari spezzatino ci son per tutti,qui non basta una squadra che rida un pizzico di decenza,la società senza strutture incide,giustamente, ma a lui sta bene cosi

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