Toro, Belotti è il “malmenato” della A: troppi falli subiti e poca tutela

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Belotti
CAMPO, 29.11.17, Torino, stadio Olimpico Grande Torino, Coppa Italia, TORINO-CARPI, nella foto: Andrea Belotti

Il Gallo è ai primi posti della classifica dei falli subiti: Cairo e Mihajlovic avevano già lamentato la situazione, ma nulla sembra cambiato

A suon di gol, certo. Ma Andrea Belotti il Toro se lo è preso anche con armi differenti. Più granata, se si vuole. La sua grinta e la sua tenacia, infatti, lo hanno fatto assurgere a baluardo (quasi) unico di un tremendismo ormai demodé, oltre che ai galloni di capitano. Una caratteristica difficile da perdere, questa, anche nei momenti di maggior difficoltà come quello che il Gallo sta vivendo da due mesi a questa parte. Ma, sia ben chiaro, scegliere una vita di lotta sul campo significa accettarne i risvolti negativi, inattesi e – perché negarlo – pure esagerati. Parliamo dei falli subiti dal bomber bergamasco. Tanti, 40 per la precisione. Numeri che lo ergono a terzo uomo più “malmenato” della A, dopo Gomez (42) e Torreira (43). Ruoli diversi, modi diversi di fare calcio. Ala tutto dribbling l’atalantino, diga di centrocampo il doriano. Belotti appartiene alla terza, inevitabile, categoria dei tartassati: quella dei centravanti votati al sacrificio.

Sviscerando meglio il dato, qualcosa cambia. Se si considera il numero dei falli subiti in rapporto ai minuti giocati, infatti, il Gallo passa al secondo posto, con 3,3 interventi fischiati ogni 90’ (sui 1.080’ totali giocati in campionato). Torreira scende sul gradino più basso del podio con 3 falli a partita, mentre primo diventa il Papu con 3,8. “Ci stanno massacrando Belotti: viene costantemente malmenato in tutte le partite”, aveva dichiarato Urbano Cairo subito dopo l’infortunio occorso al Gallo in Torino-Verona. “Dovrebbe essere maggiormente tutelato”, il grido premonitore di Mihajlovic alla vigilia di quella sfida nefasta.

Il riferimento, per entrambi, era certamente a quei numeri ufficiali presentati in precedenza – che al tempo (4 ottobre) erano già molto simili a quelli odierni -, ma soprattutto a tutti quei contrasti passati inosservati agli occhi dei direttori di gara. Un esempio su tutti: il calcione preso da Fares, sempre nella sfida contro gli scaligeri, che indebolì il suo ginocchio e fu causa principe dello stop definitivo nella ripresa, ma venne ignorato dall’arbitro. Un caso tra tanti, troppi per un patrimonio di un club e di una Nazionale come Belotti. Sono (anche) i lati oscuri di partite tutto cuore, come le 88 in granata del Gallo. Ma se il leale confronto fisico trascende in asimmetrica sregolatezza, allora perde di senso. E di bellezza.

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Athos
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Athos

Forza Gallo, rinasci per noi e spaccali tutti!!!

Luca@iltorosonoanchio
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Luca@iltorosonoanchio

ma mi spiegate come fa uno a reagire se oggi appena sfiori uno si butta a terra e si contorce come preso da raptus, sono tutti degli attori consumati alla busquets ormai, e la cosa mi fa abbastanza cagare…

Fabio75
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Fabio75

Appunto…. visto che fanno i cascatori… che, almeno per una volta, caschino per qualcosa di serio!

Fabio75
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Fabio75

Primi anni 90… squadra fatta con fiorettisti (Vazquez Scifo Bresciani Lentini e Casagrande… anche se Vincenzo e Walter erano abbastanza “bastardi”) e sciabolatori (Policano Annoni Bruno). I primi giocavano tranquilli, i secondi insegnavano a modo loro la legge del Toro. Oggi abbiamo fighette lamentose, anche Rincon, in confronto a Rambo… Leggi il resto »