Il presidente della Lega Serie A condanna quanto accaduto prima del derby tra Torino e Juventus
Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli è intervenuto sulla vicenda che ha preceduto il derby tra Torino e Juventus, condannando quanto accaduto all’esterno dello stadio e schierandosi apertamente al fianco del tecnico granata Roberto D’Aversa.
Come riportato da ANSA, intervenuto ai microfoni di Rai Radio 1 durante “Radio Anch’io Sport”, Simonelli ha dichiarato: “Sono d’accordo con D’Aversa: è un problema culturale. Non ho mai capito la sudditanza psicologica che i club e i calciatori hanno nei confronti delle curve. Trovo fuori luogo e inopportuno il gesto di riverenza che spesso le squadre fanno andando a salutare sotto la curva i tifosi. Lo trovo assolutamente sconveniente, a me non piace“.
Simonelli: “Avremmo voluto evitare questo finale”
Il presidente della Lega Serie A ha poi criticato duramente il comportamento di una parte della tifoseria juventina, responsabile del ritardo nell’inizio della partita: “Credo sia surreale che una parte minoritaria di tifosi si arroghi il diritto di decidere se far continuare o meno la partita, come hanno provato a fare ieri. Non si capisce a che titolo un manipolo ristretto di individui può possa incidere sulla volontà di un intero stadio“.
Infine, Simonelli ha espresso vicinanza alle persone coinvolte negli scontri: “Questo finale di campionato ieri a Torino, tutti lo avremmo voluto evitare. Dispiace che la giornata sia stata rovinata da un branco di teppisti e delinquenti. Vorrei esprimere la mia solidarietà cristiana al ferito, che fortunatamente non è in pericolo in vita, ma anche solidarietà piena alle forze dell’ordine, ai loro quattro feriti e volevo ringraziarli per aver garantito il deflusso e l’ordine pubblico“.
Abete: “Clima non accettabile: è stata una brutta pagina”
Anche Giancarlo Abete si è espresso sugli scontri avvenuti in occasione del derby tra Torino e Juventus. Il candidato alla presidenza della FIGC, intervenuto al Circolo Canottieri Aniene durante il premio USSI, ha commentato con amarezza quanto accaduto nelle ore precedenti alla sfida, dichiarando: “È finita male, se ne sarebbe fatto volentieri a meno. È stata una brutta pagina, sarà un ulteriore motivo di riflessione su tante contraddizioni che esistono nel nostro mondo e su un livello di esasperazione onestamente incomprensibile. Sappiamo cosa significa un derby, ma non può andare così. Ci sarà l’accertamento delle responsabilità, ma c’è anche la necessità di fare una riflessione per far sì che il nostro mondo sia un po’ più sereno“.
L’ex presidente federale ha poi approfondito il tema delle tensioni che si sono create attorno alla partita: “Sono situazioni che non c’erano più state negli ultimi periodi e questo fa ancora più male… Era un derby, d’accordo, ma non è legittimo accumulare queste situazioni di vissuto e di tensioni che poi determinano un clima non accettabile».
Malagò: “Film già visto, è un’emergenza sistematica”
Anche Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e candidato forte a diventare il nuovo numero uno della FIGC, ha parlato degli scontri pre-partita, a margine dell’evento per il premio USSI al Circolo Canottieri Aniene: “Ho la rassegna stampa e mi sembra che il coro sia unanime, di critiche e di biasimo, di palese non accettazione. E mi sembra che questo discorso sia un film già visto, determinato da condizioni che porrebbero parte delle tifoserie. Non c’è un giornale, che sia nazionale o locale, che non l’abbia detto.
Ma anche i tifosi delle singole squadre non possono che condividere certe riflessioni, è un’emergenza sistematica. C’è un po’ una contraddizione lessicale, di solito l’emergenza è una cosa occasionale e straordinaria. Qui mi sembra che i fatti si ripetano“.
Abodi: “Non è una pagina di sport”
Dallo Stadio Olimpico di Roma, a margine dell’incontro con i ragazzi della scuola calcio multireligiosa Roma Club Gerusalemme, anche il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha condannato duramente i violenti scontri che ieri hanno preceduto il derby della Mole tra Torino e Juventus.
Il Ministro ha liquidato l’accaduto senza giri di parole: “Gli incidenti di Torino? Non è una pagina di sport, al di là del fatto che qualcuno pensi di portare avanti una causa sportiva, io credo che si confrontino dei delinquenti che nulla hanno a che vedere con il calcio. Cerco di ripeterlo sistematicamente, non perché non voglia assumermi le responsabilità come sistema sportivo, ma perché c’è un discrimine nei comportamenti, nel linguaggio, nel modo in cui ci si confronta.
Le persone normali, per bene, di tutte le età, si trovano dentro lo stadio e fanno il loro tifo. E i delinquenti si scontrano in piazza, per altro non soltanto mancando di rispetto ma anche aggredendo le forze dell’ordine e questo per me è inconciliabile con lo sport“.

La verità è che siete dei grandissimi ipocriti, vi meritate solo gli stadi vuoti!! Siete simili a quel cialtrone di Cairo!