Il punto sugli esterni del Torino per la prossima stagione: Pedersen unica certezza, si valutano le opzioni per la sinistra
Il sistema di gioco che verrà adottato nella stagione 2026/2027 sarà definito nel corso della preparazione estiva, ma indipendentemente dalle soluzioni tattiche che verranno scelte, il Torino avrà bisogno di interventi mirati sul mercato, in particolare sulle corsie laterali, per completare l’organico a disposizione.
Pedersen unica certezza
Tra gli attuali componenti della rosa, l’unico esterno di ruolo destinato a partire come punto fermo per la prossima stagione è Pedersen. Il laterale norvegese ha chiuso il campionato in crescita, dopo una prima parte piuttosto complicata, e rappresenta al momento una delle poche certezze sulle corsie granata. Accanto a lui, spazio anche a Cacciamani, che verrà valutato durante il ritiro estivo e potrebbe ritagliarsi un ruolo come esterno. Nella sua esperienza alla Juve Stabia sotto la guida di Abate, l’allenatore che ritroverà in granata, il giovane granata ha infatti agito da esterno sinistro nel 3-5-2, caratteristica che lo rende un’opzione interessante per il Torino in vista della prossima stagione.
Tanti giocatori in partenza
Il ritorno di Nkounkou all’Eintracht Francoforte e il mancato riscatto di Obrador hanno lasciato il Torino temporaneamente scoperto su entrambe le corsie esterne, riducendo le alternative a disposizione per il prossimo futuro. Tra i giocatori attualmente in rosa, la posizione di Biraghi resta in bilico: l’esterno, rimasto spesso ai margini nel corso della stagione, potrebbe valutare eventuali offerte in vista della prossima annata. Situazione diversa ma comunque da monitorare anche per Aboukhlal, fermato da un infortunio nella parte finale del campionato e potenzialmente inseribile tra i profili cedibili per generare risorse da reinvestire sul mercato estivo.
Con l’addio di Lazaro già definito, il Torino sarà chiamato a intervenire con decisione sulle fasce: serviranno almeno due rinforzi a sinistra e un ulteriore innesto a destra, in grado di garantire profondità e continuità al reparto.

Complimenti al titolista, un ossimoro come questo era difficile da scrivere: rivoluzione sulle corsie, Pedersen resta.
Il cavallo, pedina fondamentale nello scacchiere,da costruirgli una squadra intorno anche grazie alla sua crescita esponenziale.