Lewsi portiere della Primavera: "mi mancano il Toro e i tifosi"

Lewis: “Mi mancano il calcio e i tifosi”

di Giulia Abbate - 23 Aprile 2020

Il portiere americano dell Primavera Lewis: “Non sono potuto andare in Nazionale per colpa del virus. Sarebbe stata una bella esperienza”

Luca Robert Lewis, portiere americano in forza nella Primavera del Toro, in granata ha vinto un campionato Berretti. Ricordi a cui si appiglia l’estremo difensore in questo momento di quarantena per sopperire alla mancanza del calcio, degli allenamenti e dei tifosi che, come racconta a Fox News sono le cose che gli mancano di più: “Giocare a calcio è l’unica cosa che mi rende veramente felice. E’ veramente la cosa che preferisco fare e ora che non posso giocare, mi rendo conto di quanto sia importante per me. Mi manca giocare davanti ai tifosi negli stadi sotto i riflettori, mi manca quell’atmosfera. Purtroppo non sono potuto andare con la Nazionale in Portogallo per il virus. Questa sarebbe potuta essere una buona esperienza per me, ma non è successo. Spero che accada presto. Le mie giornate in Italia erano sempre uguali: allenamento alle 11 di mattina e alle tre del pomeriggio. Il mattino di solito si lavora in palestra sulla forza e nella seconda seduta si gioca con la palla. Ora è cambiato tutto, perché ho un sacco di tempo libero: non posso più uscire e non posso fare cose quotidiane. Devo indossare mascherina e guanti. Non posso andare sul campo e allenarmi con i miei compagni“.

Il portiere granata: “Seguo il programma della squadra ma mi manca lo stadio”

Da New York, dove il portiere granata è tornato per raggiungere la famiglia dopo lo stop del calcio, Lewis parla anche di come trascorre le giornate cercando di seguire il più possibile il programma del Torino: “ho un programma piuttosto rigido e provo a seguire una dieta salutare, al mattino faccio stretching e yoga e al pomeriggio palestra. Corro, faccio squat o esercizi per le braccia, seguendo il programma che mi ha dato la mia squadra anche se non sempre è facile.

Io sono un portiere e ho un programma personalizzato con il nostro preparatore, che non si può seguire da soli e a New York non si può fare, perché non si può andare su un campo e giocare. Spesso è impossibile svolgere il lavoro e, mi devo ripetere, mi mancano i tifosi, lo stadio e le partite. Ho iniziato a fare più yoga, che penso mi aiuti molto, particolarmente al mattino quando mi sveglio e ho tutto il giorno davanti a me, aiuta a rilassarmi. Per sfogarmi vado in palestra e questo mi motiva ulteriormente“.

Luca Lewis
Luca Lewis