Torino, Superga e il 4 maggio 2020: cosa cambia? Le parole di don Robella

Superga, Toro al lavoro per la celebrazione. Don Robella: “Il 4 maggio non sarà silenzioso”

di Francesco Vittonetto - 30 Aprile 2020

Il flash mob da casa dei tifosi, il rito ufficiale ristretto: il 4 maggio cambierà volto a causa del virus. Don Robella: “Superga mai così importante”

Sarà una cerimonia ristretta, senza il consueto bagno di folla visto il divieto assoluto (e giustificato) di assembramenti. Ma il 4 maggio non cadrà nel vuoto dell’emergenza virus. L’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Fabrizio Ricca era stato chiaro nei giorni scorsi: “Al massimo, si potrà mettere a punto una celebrazione simbolica in tre, quattro persone”, aveva dichiarato al Corriere della Sera. E’ questo l’indirizzo che sta perseguendo il Torino, impegnato in queste ore a mettere a punto il programma definitivo per il 71° anniversario della tragedia di Superga.

L’intervista a don Riccardo Robella

“Faremo, faremo, non lasceremo un 4 maggio silenzioso. E’ la data più sacra per noi”, assicura a Toro.it don Riccardo Robella – guida spirituale del giorno più granata di tutti – che sta partecipando con i vertici del club alla scaletta, contenuta, della giornata. Il parroco di Nichelino prenderà parte alla cerimonia consueta della lettura dei nomi: “Non abbandono i miei nel momento del bisogno”.

Con lui potrebbe esserci capitan Belotti. A Cairo, che risiede a Milano, servirebbe l’apposita autocertificazione per il trasferimento interregionale: per considerare quello di lunedì un “comprovato motivo lavorativo” deve arrivare l’ok della Prefettura.

“Il popolo del Torino si riscopra unito”

Superga perderà le folle di tifosi che ogni anno, prima di questo, solevano salire il colle per rendere omaggio agli Invincibili: “Ma mai come quest’anno sarà importante”, ci dice don Riccardo, “sarà silenziosa, strana. Ma in quel silenzio sarà la voce, e non solo per il tifo granata”.

“Vediamo cosa nascerà per questo anniversario, di certo celerà una bellezza”. E’ fiducioso, il successore di don Aldo Rabino: “Il 4 maggio 2020 può portare qualcosa di positivo nel cuore delle persone, che è la cosa più importante”.

I tifosi intanto si stanno organizzando per affiancare al rito ufficiale – ma necessariamente per pochi intimi – un ricordo di popolo per colorare le strade (e i social) con in sottofondo “Quel giorno di pioggia” dei Sensounico. “La bandiera che esporremo sui nostri balconi sarà sempre granata, per tutti: la mia speranza è che il popolo del Toro riscopra di essere uno, oltre le divisioni”. A quelle di pensiero si aggiungeranno quelle fisiche: a Superga non si potrà salire, ed è giusto così. Ma il 4 maggio, la voce della memoria si udirà chiara.

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Marco
Marco
6 mesi fa

Il 4 Maggio è un giorno sacro per chi ha il Toro nelle vene.. le vostre caxxate degli inni dai balconi tenetevele per voi.. non è una sagra di paese.. fatevi furbi

Ultrà
Ultrà
6 mesi fa

Tocca leggersi La Stampa per sapere cosa si farà il 4 Maggio…