Longo: "Mi aspetto che la mia mentalità venga fuori. Verdi? Lavori sull'atteggiamento" - Toro.it

Longo: “Mi aspetto che la mia mentalità venga fuori. Verdi? Lavori sull’atteggiamento”

di Francesco Vittonetto - 7 Febbraio 2020

Le parole in conferenza stampa di Moreno Longo, alla vigilia di Torino-Sampdoria: il tecnico è all’esordio sulla panchina granata

Moreno Longo, nuovo tecnico del Torino, interviene in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Sampdoria, che segnerà il suo esordio sulla panchina granata. Ecco le sue parole: “Le insidie sono sulla squadra che affronteremo, che ha trovato la propria identità con Ranieri. Una squadra che dà pochi spazi, che tiene bene il campo, noi dovremo essere bravi nella lettura della partita. Ci saranno momenti in cui potremo e dovremo fare bene la partita e altri in cui dovremo tenere il campo. Il Toro dovrà iniziare a giocare per fare la partita per più minuti possibili, cercando di proporre un’idea che nel prosieguo si cercherà di sviluppare senza di più”.

Longo prima di Torino-Sampdoria

“Sono stati giorni davvero molto particolari per il sottoscritto, per la piazza e per i giocatori. Si è percepito l’entusiasmo che c’è attorno a noi, ma ci sono degli aspetti da valutare molto bene: non dobbiamo perdere la lucidità, domani si va in campo e dovremo offrire una prestazione all’altezza di questo entusiasmo. Ci aspettiamo uno stadio caldo, ci saranno più di 18.000 spettatori. Mi aspetto entusiasmo attorno a noi, che andrà ricambiato con una prestazione all’altezza”.

Longo commenta lo stato della squadra: “Quattro giorni di lavoro sono pochi, ma ho la sensazione che su questa squadra si possa lavorare molto bene. Ho visto nelle facce dei miei calciatori la voglia di invertire il trend che si è creato. Ma le parole stanno a zero, i sorrisi vanno bene, ma per mantenerli devono arrivare le prestazioni. E domani dovremo centrarne una importante”.

Sull’idea di calcio: “Soprattutto in un periodo di evoluzione come quello che stiamo vivendo, in cui si cerca di praticare un gioco offensivo, una riconquista alta della palla – che è una sinfonia, un tipo di gioco che mi piace -, ma oggi sono in pochi a poter fare il loro calcio. Ci vuole la possibilità di costruire una squadra adatta a farlo. E quando te ne ritrovi una devi capire cosa sia meglio per le caratteristiche che ha: è sintomo di intelligenza trovare una soluzione in base ai giocatori che si ha”.

“Le prime ore sono state molto convulse. Tra trovare l’accordo col Torino, risolvere con la mia precedente società non ho avuto modo di realizzare pienamente. Poi col primo allenamento a porte aperte al Filadelfia ho iniziato a realizzare quello che si stava creando. Ma io mantengo equilibrio e sono realista: nel nostro lavoro passare dalle stelle alle stalle è un attimo. Ho i piedi ben piantati per terra. Dai giocatori ho ricevuto massima disponibilità, io voglio che ci siano prima degli uomini che dei calciatori. E loro lo sono, per cui mi aspetto sempre grande impegno”.

Ansaldi è tornato per due allenamenti, ma ancora non è in condizione quindi spetterà a noi capire quando sarà il momento giusto per farlo tornare. Ma è convocabile, anche se non ha un grande minutaggio. Rincon è recuperato, mentre Zaza e Baselli stanno progredendo nel migliore dei modi: ci aspettiamo già dalla prossima settimana di avere ulteriori miglioramenti”.

Su Asta e l’emozione del Filadelfia

“Emozione? La più grande sarà all’ingresso in campo, sarà il momento in cui ci renderemo conto che ‘adesso tocca a noi'”. Su quando si vedrà la mano di Longo: “Non ho una risposta precisa, spero accada il più presto possibile che si veda la mia mentalità. Quando si subentra non si ha molto tempo, dovremo avere il dono della sintesi per entrare nella testa dei calciatori: non si possono mettere troppi concetti, bisogna cominciare con una sintesi”.

Ancora sui primi giorni di ritorno al Toro: “Il momento in cui sono stato più emozionato è stato con la mia famiglia. Spesso non ci sentiamo nemmeno, ma tramite un sms dei miei genitori mi ricordavano quando a dieci anni entrai al Filadelfia per quei provini liberi che mi diedero l’opportunità di arrivare al Torino. Certo che per mamma e papà venire al Fila e vedere un allenamento condotto da loro figlio deve essere stata una grande emozione”.

Su Asta: “Finché le cose non sono ufficiali è giusto non annunciarle. E’ una persona che ho e abbiamo voluto nel gruppo di lavoro, ci lega una condivisione di metodologie, abbiamo coltivato negli anni un ottimo rapporto. Cercherà di dare anche lui una mano per cercare di raggiungere gli obiettivi”.

Su Belotti e Sirigu: “Non li scopro certo io, sono due giocatori di grandissima importanza per il club e la Nazionale. Abbiamo bisogno che loro siano sempre messi nelle migliori condizioni possibili. Quando le cose non vanno bene ogni singolo può venire coinvolto. Sirigu nervoso? E’ il suo modo di vivere il campo, con grande passione. Fa parte di una situazione caratteriale. Per Andrea come tutti, in momenti così, può sembrare un po’ disorientato: è la conseguenza di un periodo in cui le cose non vanno bene. Lo metteremo in condizione di superare questo momento difficile che ogni giocatore passa nella sua carriera”.

“La condizione? Ho grande rispetto di chi ha lavorato prima di me. Per questo io resetto quello che è stata e comincio a lavorare tutto quello che è nella diversità del pensiero e nella proposta di lavoro. Cercheremo di alzare ogni parametro, compreso quello fisico. Già da questa settimana i lavori sono stati improntati ad intensità molto alta. Nel prosieguo delle settimane lavoreremo ancora di più su questo aspetto, non considerando quello è stato, perché chi ha lavorato è un professionista”.

Sulla possibile visita al Museo, come fatto ai tempi della Primavera: “Serve capire dove si è, la storia del club. Perché così si comprende quali sono le esigenze che contraddistinguono una piazza rispetto a un’altra. In questo momento la priorità è il campo, ma credo che sia assolutamente una cosa fattibile: capire dove si è può agevolare tutti sul fronte del senso di appartenenza, che può esserci d’aiuto”.

I singoli: da Berenguer a Verdi

“Questa squadra è stata costruita per la difesa a tre, l’eventuale passaggio a quattro richiede tempo. Per cui cominceremo a tre. Tramite l’allenamento di oggi decideremo tra le situazioni che abbiamo provato quella che riterremo più giusta. Ci aspettiamo una Sampdoria quadrata, che concede poco, che pratica un calcio essenziale ma efficace. Ma come ho detto ai miei calciatori l’equilibrio fa la differenza: concentrarsi sulle caratteristiche che la Samp ha va bene, ma l’importante è pensare a noi stessi. Mi piace pensare alla mia squadra, al coraggio che dovremo mettere in campo e alla mentalità che dovrà venir fuori”.

Su Berenguer: “Ha lavorato anche lui con grande disponibilità. E’ un giocatore molto duttile, per dinamicità e frequenze. Può lavorare da trequartista in un 3-4-3, per me addirittura può fare la mezzala perché ha dinamicità e passo. Non li conosco solo per questi quattro allenamenti, perché il Toro l’ho visto molte volte quest’anno. Può essere un’arma anche a partita in corso per cambiare assetto”.

“Sicuramente all’interno di questa struttura che ho trovato credo che sempre più persone sappiano dove ci troviamo. Starà a noi coinvolgere un numero di persone sempre maggiore e far loro capire che questo è un posto speciale dove lavorare. In questo l’allenatore ha molto potere: mi auguro che questo senso d’appartenenza possa essere contagioso”.

Infine su Verdi: “E’ un giocatore dalle indubbie qualità. Uno che calcia così bene con destro e sinistro è raro da trovare. Penso che partendo da esterno accentrandosi possa essere la situazione migliore per lui, che deve continuare a lavorare sull’atteggiamento, sul riaccendere quella fiammella. Qualsiasi progetto tattico dipende dalla ferocia con cui si approccia al raggiungimento dell’obiettivo: questo atteggiamento deve essere la base, poi si può costruire il resto. Ne approfitto per ringraziare tutti per i messaggi di in bocca al lupo che ho ricevuto, ma il tempo è stato davvero limitato in questi giorni. Mi auguro di poter ricambiare con tutto quello che queste persone si aspettano”.

più nuovi più vecchi
Notificami
Francesco 71 (rondinella)
Utente
Francesco 71 (rondinella)

Concordo sul fatto che finché c’è cairo le cose non potranno sostanzialmente cambiare e concordo anche con chi scrive che questi stessi giocatori hanno dimostrato (quasi tutti) troppa poca dignità per poter credere che improvvisamente diventino degni della maglia che indossano. Qualcuno ha anche scritto che spera che Longo possa… Leggi il resto »

Bagna cauda
Utente
Bagna cauda

Concordo.

madde71
Utente
madde71

Bravo rondinella, centrato il bersaglio. È vero che ha messo dei biglietti a 2€? Esperimento x tifoso discount?

mas63simo
Utente
mas63simo

Per quanto mi riguarda , una volta cacciato l incompetente Mazzarri, sono di sostegno alla squadra ma di contestazione aperta e ad oltranza a Cairo dobbiamo prenderlo x sfinimento.

Bagna cauda
Utente
Bagna cauda

👏👏👏

Marco
Utente
Marco

Onestamente porto nel cuore sia lui che Antonino.. ma le cose come giustamente hanno detto altri non cambiano.. CAIRO VATTENE