Belotti, capitano e leader granata contro il Wolverhampton

Belotti, capitano e lottatore: è l’ultimo a mollare

di Giulia Abbate - 23 Agosto 2019

Andrea Belotti è tornato il vero leader di questo Toro: al Grande Torino contro il Wolverhampton è l’ultimo a mollare

Minuti finali di Torino-Wolverhampton, gli occhi che vanno prima sul pallone, poi alla porta di Rui Patricio e poi di nuovo sul pallone che non è più fermo sul dischetto del rigore ma si è appena insaccato alle spalle del portiere dei Wolves: Belotti non ha sbagliato. Non più. Il Gallo che dal dischetto illudeva un intero stadio per poi gettare tutti nello sconforto di un rigore sbagliato non esiste più. Non quest’anno dove proprio un suo rigore, quello che ha chiuso i giochi sul 2-3, sta tenendo il Toro aggrappato ad una qualificazione che, se centrata, farebbe urlare al miracolo. E le speranze del Torino e dei suoi tifosi, ormai ridotte ad un lumicino, non possono non essere legate a questo Gallo, tornato bomber ma soprattutto Capitano vero.

Belotti, un esempio per il Toro

Il rigore trasformato proprio sul finire del match contro i Lupi inglesi tiene aperta una porticina, seppur piccola, nella quale il Toro dovrà fare di tutto per infilarsi, compiere l’impresa e centrale una qualificazione al limite dell’impossibile. Ma per farlo bisogna crederci realmente: andare in terra inglese con l’idea di essere già fuori dai giochi sarebbe il modo peggiore per affrontare una trasferta che sì, potrebbe essere l’ultima ma che, comunque, resta da giocare e da onorare.

E per farlo i granata non devono far altro che prendere ad esempio Belotti: l’uomo che è tornato Capitano vero e trascinatore della squadra di Mazzarri. Che si è ripreso il suo posto con forza e tenacia e non solo a suon di gol.

Il Gallo insegna: vietato mollare

In novanta minuti Belotti ha fatto tutto: l’attaccante, il centrocampista, il difensore. Ha cercato in tutti i modi di impensierire Rui Patricio, facendo a sportellate coi difensori, procurandosi e trasformando il rigore, cercando di dialogare in tutti i modi con Zaza per arrivare a perforare il muro inglese. Ha cercato di costruire un gioco che spesso dal centrocampo stentava ad arrivare e recuperato palloni che sembravano ormai destinati al bordo campo o, peggio, agli avversari. Ha fatto quello che da ogni giocatore del Toro ci si aspetta: onorato la maglia, dando tutto fino all’ultimo secondo e anche oltre.

Ma soprattutto non ha mollato: non lo ha fatto quando il gol non arrivava e non lo ha fatto quando la squadra ha comprensibilmente patito stanchezza e vantaggio inglese. E’ calato sul finale, certo, ma grinta e determinazione sono state le stesse fino al fischio che ha fatto calare il sipario sul Grande Torino. E forse è proprio la sua voce che avremmo voluto sentire a fine partita. Le parole di un Capitano che ha dimostrato cosa vuol dire farsi carico della propria squadra. Non è stato così ma possiamo lo stesso immaginare cosa avrebbe detto: contro gli inglesi è vietato mollare.

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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)
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Giankjc (più Toro e meno guinzagli&collari)

Un miracolo che sia ancora iscritto alla cairese.
Migliore stagione con Adem e Iago, gli hanno tolto la terra sotto ai piedi per mettergli quella gramigna di zazzà.
Fenomeni da baraccone.

AleGRANATAale
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AleGRANATAale

Un ragazzo per bene , un serio professionista . Merita altri palcoscenici e non questa mediocrità

musk
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musk

Non si merita un Cairo come presidente. Ma è il Capitano del Torino non un mercenario qualunque. Grazie Belotti

Miguel
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Miguel

Ogni tanto sbaglia nel voler far tutto da solo, ma non ha colpe se in fondo è solo lui il reparto offensivo; se solo alcuni giocatori del controcampo avessero la sua o la grinta di Zaza…