Il Toro ha piazzato Izzo, Verdi e Zaza, ma non il prodotto del vivaio, alle prese con un pesante infortunio da recuperare

Il calciomercato del Torino, oltre ad essersi incentrato sulla sostituzione delle prime linee dipartite per vari motivi, ha riguardato anche la cessione di alcuni giocatori che da un lungo lasso di tempo, si ritrovavano ad essere fuori dal progetto tecnico. Delusioni in molti casi. Passati da giocatori fulcro dell’organico granata, fino a divenire dei veri e propri pesi di cui sbarazzarsi sia per il bilancio che per funzionalità della rosa. Si è trattato di scelte parecchio dolorose, soprattutto per le premesse con cui sono approdati sotto la Mole. Armando Izzo proveniva da una ricca esperienza a difesa della retroguardia del Genoa. Anni formativi, che lo hanno reso un giocatore esperto ed affidabile. Così almeno appariva nella sua prima stagione agli ordini di Walter Mazzarri, in cui il difensore napoletano si è rivelato un vero e proprio fattore nella cavalcata che ha condotto i granata a sfiorare l’Europa, poi svanita ai preliminari con i Wolves, dopo il forfait del Milan.

Quell’eliminazione condusse all’acquisto di Simone Verdi. Per alcuni la ciliegina sulla torta di una squadra già competitiva, per altri un contentino di fine mercato per quietare una piazza desiderosa di acquisti che permettessero al Torino di alzare il proprio livello di ambizioni. Si è trattata dell’operazione più costosa dell’era Cairo e, col senno di poi, la più scellerata. Lontano parente di quello ammirato a Bologna, Verdi è diventato presto un problema. I mesi dispendiosi anche dal punto di vista emotivo a Salerno lo hanno un poco rivitalizzato, non tanto da convincere poi i proprietari del cartellino, il mister e i tifosi di trattenerlo. L’avventura al Torino si è risolta negli ultimi giorni di sessione estiva col prestito all’Hellas Verona. Stesso discorso per Izzo che, per ritrovare il minutaggio smarrito dell’ultimo biennio, ha preferito rimettersi in gioco a Monza.

Edera, 2 gol a Roma poi i prestiti e l’infortunio

Un’altra operazione dai risvolti controversi è quella che ha riguardato Simone Zaza. L’attaccante lucano non ha mai svolto realmente il proprio compito, cioè quello di segnare gol pesanti, tanto quanto il suo contratto. Nessuna squadra ha voluto accontentare la volontà del Torino di chiudere questa controversa parentesi e, di conseguenza, si è arrivati alla rescissione consensuale. Disfattosi di tre esuberi, la dirigenza non ha ancora chiuso definitivamente il cerchio. In rosa è presente ancora Simone Edera. Background il suo che si differenzia da quelli dei suoi ex compagni. L’ala è infatti un prodotto del vivaio del Torino, campione d’Italia con la formazione Primavera. E’ entrato in pianta stabile in prima squadra dalla stagione 2017-2018, dopo i prestiti a Parma e Venezia, si è distinto anche per due reti siglate all’Olimpico capitolino contro la Lazio in campionato e la Roma in Coppa Italia.

La benevolenza di Mihajlovic non ha trovato però seguito nell’era Mazzarri, tanto da essere nuovamente girato in prestito a Bologna proprio agli ordini del serbo. L’ultima stagione in cui ha avuto un numero di presenze superiore alla doppia cifra in granata è stato quella seguente, tra le gestioni Mazzarri e Longo. Giampaolo non lo ha considerato ancora pronto per incidere in massima serie e così è stato spedito alla Reggina, dove ha anche raccolto 16 presenze, prima di rompersi il legamento crociato. Un infortunio che, si sa, destabilizza qualsiasi atleta, tanto che per riacquisire un po’ di confidenza col campo si è ritrovato anche a fare dietrofront in Primavera. Ivan Juric, intanto nominato tecnico la scorsa estate, non lo ha mai preso in considerazione. Nella stagione passata, come nell’ultimo precampionato. Segnale inequivocabile di cessione, anche se gli eventi hanno seguito invece un’altra piega.

Edera, contratto in scadenza a giugno: prima il prestito

Su di lui l’interesse di alcuni club di Serie B. In particolare ad essersi mosso per il classe ’97 è stato il Südtirol, neopromosso in serie cadetta. Alla fine, il trasferimento non è andato in porto e così Edera si ritrova ancora in rosa, senza alcuna possibilità di ottenere minutaggio e, soprattutto, di riprendersi dal grave infortunio da cui cerca di ripartire. Gennaio potrebbe essere la finestra giusta per rimettersi in carreggiata e riprendere la propria carriera in mano. Poi la prossima estate si arriverà a un momento cruciale della sua esperienza in granata. Il suo contratto scade infatti a giugno 2023 e al momento siamo anni luce da una possibile continuazione del suo percorso al Torino.

Simone Edera
Simone Edera
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ultimo aggiornamento: 07-09-2022


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Palomino e il trofodermin
Palomino e il trofodermin
21 giorni fa

Sti ragazzi li vedi a 19-20 anni in giro in centro che si atteggiano come neanche Michael Jordan a fine carriera, poi fanno questa fine qua, come millico, parigini ecc. ecc.

Troposfera Granata
Troposfera Granata
21 giorni fa

Come anche molti altri, più bravi di lui, è il passato.
Voltiamo pagina e pensiamo alla nostra squadra attuale, che mi sembra una bella squadretta.

mavafancairo
mavafancairo
22 giorni fa

poi, a giugno, ritocca a Verdi… il valzer delle pippe, alla cairese, non finisce mai …

ardi06
ardi06
22 giorni fa
Reply to  mavafancairo

Come le scuse per non completare mai la squadra

mavafancairo
mavafancairo
21 giorni fa
Reply to  ardi06

quelle vincono il Premio Ignobel da 17 anni

Scimmionelli
Scimmionelli
21 giorni fa
Reply to  ardi06

Una squadra non sara’ mai completa agli occhi di uno zerotreino. Se la rosa ha trenta giocatori ne servono trentuno. Se sono trentuno ne servono trentatre’. Se ce ne sono trentatre’ devono essere trentini e trotterellare su Trento (tutti e trentatre’, trotterellando). Basta vedere l’ukase del centrocampo. Quattro per due… Leggi il resto »

Scimmionelli
Scimmionelli
21 giorni fa
Reply to  mavafancairo

Mi pare che il rinnovo di Verdi sia in subordine al fatto che venga riscattato

mavafancairo
mavafancairo
21 giorni fa
Reply to  Scimmionelli

il riscatto è subordinato al verificarsi di determinate condizioni … di fatto non sono stati capaci di cederlo e chiuderla lì neanche dopo la buona stagione di Salerno

mavafancairo
mavafancairo
21 giorni fa
Reply to  mavafancairo

e se il Monza non si salva, tornerà nella catapecchia urbana pure Izzo…

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