L’eliminazione dagli ultimi Europei ha confermato la stagione altalenante del serbo. Oggi una nuova sfida per dimostrarsi in crescita
Capita spesso che un anonimo 0-0 possa assumere significati ben più drammatici di quello che si può leggere da un freddo tabellino. Ne sanno qualcosa i tifosi del Torino, che si son visti sfilare una Coppa Uefa proprio in una finale di ritorno terminata a reti bianche. Ma questa è (proprio) un’altra storia. A volte, purtroppo, contano le vicende di un passato dagli esiti negativi che hanno condotto a quel pareggio incolore ma doloroso. Nell’ultimo Europeo disputato in Germania, ad esempio, la Serbia era giunta alla terza gara del Girone C senza far suoi mai i tre punti. Prima un k.o. con l’Inghilterra, poi l’1-1 in extremis con la Slovenia, raggiunto tra l’altro grazie a un assist da corner del protagonista di questa vicenda, ossia Ivan Ilic. Il suo traversone pennellato sulla testa di Jovic aveva consentito ai suoi di mantenere vive le speranze di passaggio agli ottavi, in vista della sfida con la Danimarca. Ma, appunto, lo 0-0 del triplice fischio aveva decretato l’eliminazione e chiuso la stagione di Ilic sulla falsariga del suo vissuto recente in maglia granata.
Ilic, una stagione da 5 in pagella
Una partita insufficiente quella di Ilic contro Eriksen e compagni. Mai propositivo il centrocampista, a sottolineare un passo indietro rispetto al match precedente. Un andazzo a cui aveva sicuramente abituato i tifosi del Torino nel corso dell’ultima stagione trascorsa sotto le direttive di Ivan Juric. Sulle sue spalle un investimento da 15 milioni di euro, tradotto però in un cammino altalenante. Qualche alto, come il gol che aveva illuso i granata a Monza (prima dell’errore decisivo di Gineitis), ma soprattutto numerosi passaggi a vuoto, in cui è apparso spesso disconnesso mentalmente e tatticamente rispetto al resto dei compagni. Ci si aspettava di più: senza ombra di dubbio, dalle sue qualità tecniche. Poi l’occasione a Euro 2024. Contro l’Inghilterra, da subentrato, aveva anche offerto un apporto positivo alla manovra dei suoi. Contro la Slovenia la concretezza nell’assist, mentre al momento decisivo era certamente mancato.
Il serbo doveva essere ceduto
Una volta smaltita la delusione e rientrato dalle vacanze, il suo arrivo a Pinzolo in pullman insieme al resto dei compagni appariva soltanto come una fase di passaggio. Per giorni si era già considerato Ilic come un corpo estraneo all’organico del nuovo tecnico Paolo Vanoli. Il pressing dello Zenit si faceva di giornata in giornata, di ora in ora, sempre più volto alla chiusura della trattativa che lo avrebbe condotto in Russia. Invece, l’estate del serbo si è rivelata zeppa di plot twist. Ilic è rimasto e man mano ha acquisito per Vanoli sempre maggiore crucialità e, di conseguenza, altrettanta fiducia in sé stesso. Il suo inizio di stagione è stato fin qui praticamente impeccabile.
Ilic è più libero: diverte e si diverte
Già da prima della serata di San Siro, che ha ufficializzato lo start della Serie A, Ilic ci aveva messo appena 42 secondi a contribuire al vantaggio del Torino sul Cosenza, con il cross deviato nella propria porta da Camporese. Poi, con il Milan diversi passaggi indovinati, come quello che ha ispirato Lazaro per il cross che Zapata ha tradotto nel momentaneo 0-2. Poi contro l’Atalanta il gol: questa volta tutto suo. Lo ‘scavetto’ a superare Carnesecchi in uscita, specchio delle sue qualità tecniche e di un periodo di sicurezza totale nei propri mezzi e, come affermato al termine di un altro match più che sufficiente in quel di Venezia, di maggiore libertà in spogliatoio che si traduce in una freschezza di pensiero in campo.
Oggi può chiudere i conti con la Danimarca
Il triplice fischio del Penzo ha chiuso momentaneamente i battenti del campionato per ricondurre così Ilic al fianco dei compagni di nazionale. Le sfide in calendario di Nations League della Serbia forse lo hanno trascinato sui suoi passi, alle vicende del giugno scorso. Prima un altro 0-0 contro la regina dell’ultima manifestazione continentale, la Spagna, poi in programma una possibile chiusura del cerchio. Di fronte a Ilic, alle 18, la stessa Danimarca che ha lasciato l’amaro in bocca a Ivan mesi fa. Oggi dunque una nuova occasione per dimostrarsi sulla retta via, dal Toro, dove ora è un giocatore imprescindibile, alle questioni di casa.

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