Robaldo, Torino e Comune: incontro la prossima settimana

Robaldo, la prossima settimana incontro tra Toro e Comune: poi via ai lavori

di Francesco Vittonetto - 3 Luglio 2020

Teatro della contestazione contro Cairo, abbandonato da anni: al Robaldo i lavori non sono ancora iniziati. Ma in calendario c’è un incontro decisivo

Il calcio in uno squarcio, uno dei tanti che si aprono nella rete di protezione di strada Castello di Mirafiori. Ci si avvicina, si spia dentro: ecco le porte, senza rete, ecco la tribuna di legno e ferro, ecco l’erba. Altissima. Gli alberi fanno a gara con le torri d’illuminazione. Il Robaldo è un pallone abbandonato all’angolo di una strada, nella periferia sud di Torino, quando a un certo punto di via Artom i palazzi lasciano spazio solo al verde: l’ultima parte di parco Colonnetti, l’inizio di parco Sangone. Lì sorgerà la nuova casa per le giovanili del Toro: la frase si ripete da marzo 2016, da quando il club di Cairo si è aggiudicato l’impianto sportivo da 45mila metri quadrati in concessione ventennale. I lavori dovevano durare un anno. Oggi non sono ancora partiti.

Incontro in programma tra Torino e Comune

Lo faranno, con ogni probabilità, dopo l’incontro in programma la prossima settimana. Tra martedì e mercoledì, il Torino vedrà le autorità comunali per mettere nero su bianco gli ultimi dettagli. “E’ l’ultimo atto”, assicurano da Palazzo Civico.

I granata hanno ricevuto le chiavi nel maggio 2019, dopo un iter burocratico infinito (che qui tentammo di riassumere). Il cambio alla guida del Comune, a giugno 2016, aveva rallentato le operazioni. Il resto lo hanno fatto i tempi eterni della burocrazia e il lento barile delle competenze: Assessorato allo Sport, all’Urbanistica, alla Viabilità, Ente parco, tutti coinvolti in un progetto da 4 milioni di euro che non avrà solo un impatto sportivo, ma trasformerà l’intero ecosistema urbano della zona.

Le parti coinvolte andranno faccia a faccia per la prima volta dopo la fine dell’emergenza coronavirus, che aveva dato l’estremo intoppo all’inizio del cantiere, rimandato – al momento – a data da destinarsi. E a questo punto, pur assecondando l’ottimismo degli interessati, non ci permettiamo di fare previsioni sui tempi. Con una postilla: ora la pandemia non rappresenta più un ostacolo. Non appena si limeranno le ultime questioni (che non riguardano la parte sportiva) si procederà con i lavori.

Dentro il Robaldo: come si presenta oggi

I lavori non sono ancora partiti, dicevamo. E così l’area resta sospesa. I ricordi di un passato calcistico non troppo lontano – ci giocò il Nizza Millefonti, ma lì mossero i primi passi da quattordicenni anche Edera e Candellone, nei Giovanissimi del Toro – sono sommersi dall’avanzata della natura e dai rifiuti di passaggi umani troppo vari per collocarli temporalmente.

A chi si avventura lì in questi giorni – noi lo abbiamo fatto ieri – non sfuggiranno i dettagli: nella zona degli spogliatoi c’è una scarpetta da calcio, un numero piccolo, da bambino. Poggia, diritta, accanto a un orsacchiotto, ma anche a due lattine di birra. I vetri rotti segnano i percorsi battuti, l’erba quelli meno calpestati.

La scarpetta abbandonata

Le immagini di Toro.it sullo stato del centro sportivo

I fiori hanno fatto gol nelle porte, il gabbiotto che ha accolto ragazzi e genitori da anni serve solo le piante. Diventato un rifugio per chi una casa non ce l’ha, ma anche teatro di partite clandestine nel campo meglio tenuto dei cinque, il Robaldo si prepara a cambiare il suo futuro.

La prossima settimana potrebbe arrivare l’ok definitivo per lanciare la riqualificazione dell’area. Un segnale positivo, sebbene tardivo, tanto per la Città quanto per il Torino. Ancora ieri, sul cartello d’ingresso, si poteva leggere a chiare lettere la scritta “Cairo vattene”. Il centro sportivo è stato una goccia nel mare della discordia tra il presidente e la piazza.

Un altro progetto incompiuto, accusano i tifosi, come il Filadelfia. Il patron, che nei mesi scorsi aveva addotto la responsabilità dei ritardi agli interlocutori politici, attende l’esito di un incontro che si preannuncia risolutivo. Sebbene anche lui sia intrappolato nelle pieghe del tempo giudice: troppo ne è passato, nulla al Robaldo si è mosso.

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ardi06
ardi06
1 mese fa

Sembra la storia di conte, noi faremo, noi daremo, sono pronti bazooka da centinaia di miliardi ecc ecc

T
T
1 mese fa

Leggendo il titolo pensavo che la redazione avesse varato la rubrica amarcord, con la riproposizione di articoli di tanti anni fa. Poi ho letto la data ed è oggi!…

ale_maroon79
ale_maroon79
1 mese fa

Se Cairo riesce a tergiversare ancora un paio di anni potrebbe essere che il terreno venga dichiarato parco naturale riserva di specie protette.
Una vergogna, da ogni punto di vista (istituzionale e societario).