Dopo la Lazio, Sirigu ha analizzato con lucidità le ultime annate del Torino: le parole “da dirigente” e un finale di stagione da leader

Nessuno ha analizzato pubblicamente le ultime due stagioni del Torino con l’accuratezza di Salvatore Sirigu. Né il presidente Cairo, né il direttore sportivo Vagnati, né i suoi compagni di squadra o gli allenatori, presenti e passati. Sembrava che ai microfoni di Sky, dopo lo 0-0 contro la Lazio che è valso la salvezza al Toro, stesse parlando un dirigente di lungo corso. Il portierone azzurro, d’altronde, è granata da quattro stagioni: ha vissuto l’annata da record con Mazzarri (dei 63 punti) e le ultime, quelle della rovinosa caduta. Ha maggior valore, sentire dalla sua voce queste parole: “Quando il Torino si deve salvare a una giornata dalla fine, significa che qualcosa è andato storto e devi capire come migliorare.

I disastri e poi il riscatto: Sirigu ha contribuito a salvare il Torino

Razionalità e visione. Mica male, per chi a inizio stagione sembrava destinato all’addio dopo alcune divergenze con Cairo e la dirigenza. Certo, la stagione di Sirigu è stata costellata da scivoloni e prove non all’altezza, almeno nella prima parte del campionato. Poi, dopo l’arrivo di Nicola e l’addio di Giampaolo (“Non eravamo pronti a un allenatore come lui”, ha detto) ha pian piano invertito la rotta, mettendo le mani sulla salvezza. Si potrebbe parlare delle parate di Verona – nonostante gli acciacchi – o di quella decisiva contro il Sassuolo, in quel 3-2 che tante certezze ha ri-dato al Toro… citiamo invece la prova, ultima, dell’Olimpico, nella quale è arrivato ovunque. E quello che non ha preso è finito sul palo (il rigore di Immobile e l’inzuccata di Lazzari).

Il bivio, dopo l’Europeo

Dopo l’ultima giornata arriverà l’Europeo; subito dopo, quel momento in cui con il Torino dovrà parlare per capire che fare del futuro. Sirigu ha un contratto in scadenza nel 2022: per questo è a un bivio. Se ne parlerà a tempo debito. Intanto, va registrato il finale di stagione in crescendo. E non solo nelle prestazioni. Nelle ultime tre partite, quelle in cui la sua squadra sembrava sfaldarsi, ha spronato e cementato il gruppo: prima richiamandolo duramente, durante la debacle per 0-7 contro il Milan (“Vi piace fare figure di m…?”), poi difendendolo dagli sbeffeggi dopo il 4-1 di La Spezia, infine facendosi di esso portavoce, dopo la Lazio. Carattere e spalle larghe: ha puntato anche su questo, per uscire da una stagione difficile.

Salvatore Sirigu
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ultimo aggiornamento: 21-05-2021


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Ultrà
1 mese fa

io ancora mi chiedo perchè è stato scaricato come un sacco di patate…Gomis…rispetto ma non condivido l’esigenza di spacobotilia nel richiedere un portiere pronto…ma nessuno si è imposto per tenere Alfred fargli fare esperienza in A (come è successo) e dargli successivamente una seconda chance…

ardi06
ardi06
1 mese fa

Anche no grazie. Basta che al posto suo non arrivi sepe o il sepe di turno, se no siamo punto e a capo

Orgogliogranata
Orgogliogranata
1 mese fa

Ciao e grazie, ci serve un portiere che stacchi i piedi dalla linea di porta.

Quando facevi i miracoli in porta sopperivi a quella enorme mancanza, senza i miracoli mi spiace preferisco salutarti con riconoscenza per i primi anni.

davidone5
davidone5
1 mese fa

E’ vero che nelle palle alte e nelle uscite non è bravo ma tra i pali se vuole è fortissimo, il problema è che ormai ha una certa età e sta perdendo dinamismo.

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