Juric-Cairo, il finale di stagione è cruciale per il futuro: l’allenatore vuole cambiare il Torino, ecco i punti chiave

“L’Atalanta e la Lazio? Sono lontane anni luce, in tutto”. Così parlava Ivan Juric, dopo la partita contro l’Inter, la più bella versione del Torino in un periodo con tante ombre. L’allenatore granata è uno di quelli a cui non piace limitare il suo sguardo al solo rettangolo verde: o meglio, sa che le scelte che si prendono fuori dal campo sono importanti per indirizzare il lavoro di un tecnico a tal punto che è impossibile subirle passivamente. Fin dal suo primo giorno in granata – da quel giro al Filadelfia, che non gli fece una bella impressione -, Juric ha cercato di incidere a 360° sulla strategia del club. Spesso, tuttavia, restando interdetto per la direzione intrapresa o la lentezza dei processi. Lo hanno deluso il mercato estivo e la gestione delle strutture (del Fila e del Robaldo). Si aspettava di trovare una sinergia con l’apparato dirigenziale – il presidente Cairo e il direttore Vagnati – che nei fatti ancora scorre fangosa.

A maggio si decide il futuro del Torino

Nei giorni scorsi, su queste pagine si è scritto dei rischi che Juric sta correndo in questa fase del campionato. Lasciare che la stagione scivoli via senza più successi né miglioramenti rispetto alle ultime uscite potrebbe creare una tensione interna poco funzionale ad affrontare la delicatezza del prossimo calciomercato, quando il club dovrà gestire la situazione di Belotti, quella di Bremer, i riscatti (da esercitare o meno) dei vari Brekalo, Pjaca e Praet. L’allenatore deve arrivare con un capitale di credibilità inattaccabile, per evitare che col presidente Cairo si creino divergenze a priori.

Il modello Atalanta: cosa manca secondo Juric

Anche perché, secondo Juric, il lavoro da fare è tanto e non c’entrano solo i giocatori da prendere e quelli da lasciare andare. A quella domanda, quanto manca al Torino per arrivare ai livelli dell’Atalanta, il tecnico ha risposto abbozzando un elenco: Il mercato, l’organizzazione… in tutto, siamo lontani anni luce”. Tra le richieste di miglioramento, il tecnico pone anche l’intelaiatura organizzativa del club, che è legata alle strutture sportive e alla crescita dei calciatori, sulla scia di quanto a novembre chiedeva anche il nuovo responsabile del settore giovanile, Ruggero Ludergnani: “Il Torino ha la necessità di investire nelle strutture. Ma in generale la filosofia che vorrei portare è di un’organizzazione ancora più professionale e attenta ai ragazzi”.

“Cairo deve credere nel nostro progetto”

“Cairo deve credere nel nostro progetto, gli dobbiamo dimostrare che le nostre idee sono vincenti”, diceva Juric a ottobre. Ora il tema torna di attualità, perché il Torino ha vissuto e fatto vivere ai tifosi partite da 10 in pagella, ma da otto gare non vince e in alcune ci è scappata pure una mezza figuraccia (leggasi: Venezia, Cagliari, Genoa). Quindi la rotta va raddrizzata in modo da arrivare a giugno con maggior potere contrattuale. Così, Juric potrà dare forza alle sue richieste e alla sua visione. Anche Cairo e Vagnati, però, dovranno fare passi convinti nella direzione del tecnico. E qui risuonano, inevitabilmente, le parole di Belotti, che ha legato la permanenza alle scelte strategiche della dirigenza: “Voglio capire quali sono le ambizioni e i progetti”. Il redde rationem di fine stagione sarà insomma un crocevia per il futuro del Toro.

Juric e Cairo
Juric e Cairo
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ultimo aggiornamento: 23-03-2022


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giogranata
giogranata
1 mese fa

Probabilmente, Mister Juric si era fatto lusingare dal fatto che la società gli avesse garantito un contratto così lauto a livello economico. Credeva di poter essere un perno su cui far ruotare la crescita del Torino in ogni singolo aspetto: da quello tecnico, a quello ambientale ed organizzativo. Non è… Leggi il resto »

GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
GD ( 0.3ini : i migliori alleati di Cairo)
1 mese fa

Difficile sperare o pensare che cairo possa essere persona diversa dai primi 16 o 17 anni

ardi06
ardi06
1 mese fa

Brekalo abbiamo tempo sino a fine marzo per esercitare il diritto di riscatto. Del resto non scrivo che tanto sarebbero sempre le stesse cose visto che la situazione è sempre la stessa a livello societario

Juric “gira” come il primo (e l’ultimo) Ventura. Miha era a +5: classifiche a confronto

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