Rosa ampliata e primi ballottaggi: per Mazzarri più risorse e qualche dubbio

di Francesco Vittonetto - 8 Settembre 2019

Il Torino può contare su una rosa più ampia rispetto a quella che aveva chiuso la Serie A 18/19: per Mazzarri risorse preziose, ma da gestire

Se la linea dell’ultimo calciomercato del Torino è stata quella di conservare e intervenire poco (ma bene) nei ruoli chiave, vale la pena ricordare quella del gennaio scorso: sfoltire la rosa. Partirono Soriano, Lyanco ed Edera, non arrivò nessuno. Come da dettami di Mazzarri, che preferiva un gruppo scarno ma compatto per lanciarsi nella volata europea. Sei mesi dopo qualcosa è cambiato, se non altro nei numeri. Fino a maggio, lo zoccolo duro era rappresentato da diciassette giocatori di movimento e tre portieri. Di questi, tra riscatti e mancate cessioni, sono rimasti tutti eccetto due (Ichazo e Moretti). Ma in più sono rientrati dai prestiti Bonifazi, Edera e Lyanco e sono sbarcati i volti nuovi: Ujkani (che numericamente prende solo il posto di Ichazo), Laxalt e Verdi.

Senza contare l’avanzamento nelle gerarchie di Vincenzo Millico, la cui cessione in prestito è saltata negli ultimissimi istanti di trattative, e tutti quei giovani (Belkheir, Buongiorno, Rauti, De Angelis, Singo,…) che sono rimasti in granata senza grandi prospettive di impiego, se non – per i 2000 – come fuoriquota in Primavera.

Torino, rosa ampliata. Per Mazzarri più scelta

Insomma, più scelta per WM. Ma anche più dubbi. Servirà trovare equilibrio, al di là di tutto. Nell’utilizzo degli uomini e nel dosaggio di energie ed eventualmente di (mal)umori.

La ricerca delle alchimie giuste comincerà dall’attacco. Si rifletteva su queste pagine del mutato scenario che si trova di fronte Iago Falque, al rientro dall’infortunio: un Verdi in più e uno Zaza rinato in Europa League. Poi l’inamovibile Belotti e il titolare dell’estate, per necessità e virtù, Alex Berenguer. Più i giovani Parigini (adattabile anche come quinto, anche se l’arrivo di Laxalt chiuderà ulteriormente gli spazi quando anche Ansaldi sarà pienamente disponibile), Edera e Millico.

Toro, i ballottaggi ruolo per ruolo

Ma anche in difesa occorrerà compiere delle riflessioni. Se Izzo e l’intoccabile, le altre due maglie hanno conosciuto padroni diversi nelle ultime settimane. In particolare dopo il caso-Nkoulou, che ha rilanciato Bonifazi e permesso di vedere all’opera prima Bremer, poi Djidji al centro della retroguardia a tre. Chi scalpita, infine, è Lyanco, che solo gli infortuni hanno sin qui fermato.

Meglio va a centrocampo. Detto del parco esterni (quattro per due posti), anche in mezzo la coperta è giusta se non leggermente corta: Rincon, Baselli, Meité e Lukic per due o tre posti, a seconda delle sfide. Perché il serbo, nei piani di Mazzarri, può destreggiarsi senza problemi come trequartista dietro due punte.

Il campo testimonierà le scelte, ma sulla carta il tema c’è: anche la gestione dell’organico sarà un fattore, nella stagione che attende il Toro.

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giotappo1971
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giotappo1971

Se si giocherà con il 343 Sirigu Izzo Nku (?) Bonifazi Des Rincon Meite Ansaldi Verdi Gallo Iago, di riserva Ola Baselli Lukic Laxalt Parigini Zaza e Edera, dietro Lyanco Bremer e Djiji. Ora, in base alla condizione, infortuni turn over eccetera gireranno un po’ tutti ma mai come quest’anno… Leggi il resto »

DSR
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DSR

In confronto al girone di ritorno dello scorso anno quest’anno abbiamo complessivamente tre giocatori in più in rosa (Lyanco, Bonifazi, Laxalt, Verdi meno Moretti) e quello che non capisco il perché lo scorso anno si è voluta la rosa corta, ci sta che se già lo scorso anno si ragionava… Leggi il resto »

gabbo
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gabbo

la rosa più ampia garantisce più duttilità, si potrebbe lavorare con 2-3 schemi e adattarsi a seconda dell’avversario o del momento. le grandi squadre non hanno la formazione tipo ma un gruppo di 15-16 giocatori che regolarmente gioca.